Death Note

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 Manga che tutti hanno letto, sia bimbi che bimbe. D’altronde ha tutto: morte, demoni, storie d’amore non corrisposte… e dolcetti a volontà. Per tutti i gusti, insomma.

Ha avuto molto successo in Giappone tanto che ne hanno tratto un anime (serie animata), ma sinceramente è meglio stampato.

Da parte mia, è il primo manga che ho letto. Sono dunque molto affezionato ai 12 volumi (+1) da cui è composta la serie.

La storia gira attorno al famigerato Death Note, oggetto da cui trae il titolo il manga, ovvero un quadernetto con il quale è possibile uccidere chiunque semplicemente scrivendo il suo nome sopra e tenendo bene a mente il volto dell’interessato. Semplice, no? Sbagliato! Vi sono moltissime regole per l’uso che complicano la vita al suo povero possessore, ma che allo stesso tempo gli permettono di sfruttarlo appieno. Ad esempio è possibile scegliere la maniera in cui la vittima morirà, purchè sia possibile.

Insomma, il diario che tutti vorrebbero. Se fossi io a possederlo farei fuori una dozzina di penne in una nottata per trascrivervi sopra la mia lista nera… muahahah! Ah… ah… fate finta che non l’abbia detto.

Il protagonista, Light Yagami, è un geniaccio. Sul serio, nella scuola e nella vita privata. E’ capace di manipolare le persone e di elaborare intricati piani per realizzare il suo sogno: rendere questo mondo un posto migliore attraverso il Death Note il quale, guarda caso, gli è piovuto dal cielo. Detto così sembra stupido, ma in realtà le cose sono andate in un modo un pò diverso: uno Shinigami, o dio della morte (creatura appartenente ai culti giapponesi), si annoiava e ha pensato bene di trovarsi qualcosa di divertente da fare. In questo caso, un bel casino! Il nome di questa simpatica creatura è Ryuk e, sebbene il suo aspetto sia grottesco ed inquietante, è un gran burlone ghiotto di mele.

Sarebbe facile per Light portare a termine i propri progetti se non ci fosse L (Elle), un detective astuto ed intelligente tanto quanto Light deciso ad arrestare il responsabile della serie di morti ai danni di delinquenti e malviventi non solo giapponesi ma addirittura mondiali. E’ un individuo un pò particolare… una versione amichevole di Sheldon Cooper diciamo! Associale, un pò incapace di stringere relazioni normali con altre persone, apertamente avverso ai calzini e, soprattutto, drogato di dolci.

La sfida tra Light ed Elle si fa coinvolgente quando i due si incontrano di persona, senza però che quest’ultimo sappia di essere davanti all’assassino che sta cercando. Anzi, a dirla tutta lo sospetta, ma non ne ha le prove.

Un manga stupendo, ingegnoso e ricco di colpi di scena. Frutto della collaborazione di Takeshi Obata (disegni) e Tsugumi Oba (trama), è sicuramente uno dei miei preferiti.

I suoi punti forti sono l’avere come protagonista un antieroe (dopotutto Light è il cattivo… o no?), la trama squisitamente sviluppata ed intricata, i sorprendenti colpi di scena e Ryuk.

Nonostante rientri nel genere Shonen (per ragazzi) possiede anche molte caratteristiche del Seinen (adulti) come la già nominata trama molto elaborata ed il tema della morte, caratteristiche che lo portano ben distante da altri manga della sua categoria come One Piece e Dragon Ball. Certo, paragonare un poliziesco/thriller ad opere d’avventura e combattimento è un pò scorretto, lo ammetto, ma rimane comunque una storia molto complessa per un pubblico di ragazzini.

Forse ad alcuni potrebbe non piacere per la lentezza con cui procedono certi capitoli o per la fitta rete di dialoghi e monologhi di cui è pieno Death Note, ma per chi come me apprezza quando un manga contiene più inchiostro che carta questi sono tutti punti a favore.

Non pensiate che sia solo ragionamenti e paroloni perchè c’è di più: comicità, commozione, empatia… e soprattutto c’è Misa.

Già, Misa Amane è un ottimo motivo per innamorarsi di questa serie. E’ una ragazza bionda, snella e dall’aria molto… dark. Veste in maniera molto vistosa e, se siete di quel genere, sexy. Anzi, potete essere di tutti i generi che volete, ma ammettiamolo: Misa è sexy. Punto. Di “professione” fa la idol, ovvero una specie di modella molto seguita dalle teenager giapponesi. Oh, ma anche da molti uomini, è ovvio. Dopotutto, con un visino come il suo come non potrebbe essere circondata da innumerevoli fan? Altro motivo per avere un Death Note, dunque…

Insomma, è una serie che vale molto. A me è piaciuta ma sono molto di parte, quindi vorrei sapere il vostro punto di vista al riguardo.

Vi piace Death Note? Cosa in particolare?

Preferite L o Near? (Per chi non lo conosce, scoprire chi è Near conta come SPOILER)

E qual’è stato il vostro primo manga?

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3 thoughts on “Death Note

  1. umanoalieno ha detto:

    Death note… alla fine, parlando ‘occidentale’, è un poliziesco e, come tale, deve essere pieno di spiegazioni. Un manga dove, le epiche lotte di ‘Jump’, non sono fisiche. Niente moltiplicazione del corpo o bankai o gom gom storm. Un qualcosa di psicologico ma, allo stesso tempo, pieno d’azione.
    Che dire, poi, dell’accoppiata Obata/Oba: la più riuscita, credo. Ma, se devo essere sincero, preferisco Bakuman 😛

    • Bakuman mi ha appassionato per un pò, ma dal 15 volume in poi ho cominciato a perdere interesse, tanto che ormai non lo seguo più… è molto istruttivo, mi ha permesso di imparare molte cose sul mondo dei mangaka; però l’ho trovato anche ripetitivo… insomma, io preferisco DN! Ahah!

      • umanoalieno ha detto:

        Bakuma va preso come un documentario, secondo me: un manga che ti spiega il difficile e alquanto ridicolo, mondo di Shonen Jump. Ma, si sa, il Giappone è il regno delle apparenze e delle mode; se non piaci o non fai fare soldi, diventi feccia.
        Bakuman è, essenzialmente, da dividere in 3 parti: l’inizio del sogno, lo svolgersi del sogno e (dopo il 15, fino al 20) la rivincita sulla società.
        Nella parte finale, perde tutto ciò che aveva e, trasformandosi in uno shonen ‘effettivo’, mostra i risultati della loro lotta. Ma anche di tutti gl’altri!
        M’è piaciuto il finale 🙂

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