Pokémon

Pokem

Pokèmon, ovvero dove tutto ebbe inizio.

Una vera rivoluzione all’interno delle console portatili ed un incredibile successo a livello commerciale, con tanto di serie animata, pupazzetti, action figures e molto altro.

Il padre dei Poket Monsters (Mostri Tascabili) è Satoshi Tajiri e la sua idea iniziale era quella di permettere ai ragazzini delle città di collezionare i mostriciattoli come si fa in Giappone con gli insetti ma, soprattutto, di farlo interagendo con altri giocatori. Infatti la cosa più innovativa del gioco è stata la necessità di più giocatori per poter finire il gioco in quanto catturare tutti i 151 Pokémon (l’obbiettivo) non è possibile con una sola cartuccia.

Eccoci dunque alla mia stupenda infanzia al parco con gli amici a tenere ben saldo il cavo durante lo scambio o la lotta per paura che si scolleghi sul più bello; cosa che, tra l’altro, accadeva spesso quando stavo vincendo. Strano eh?

Tornando al gioco, si trascina dietro anche uno dei più grandi problemi della storia dei player, il dubbio primordiale che ci portiamo dietro da anni… Charmender, Squirtle o Bulbasaur?

Infatti la prima cosa da fare all’inizio del gioco (dopo aver spiegato a quel ritardato del professor Oak la differenza tra “un bimbo ed una bimba”) e aver dato un nome al proprio pg (figo, ovviamente) e al proprio rivale (sfigato, ancora più ovviamente), ci si presenta il terribile enigma: possiamo scegliere un solo pokémon con cui iniziare l’avventura. Dunque quale scegliere? Il draghetto (anche se sulla carta non è di tipo drago) di fuoco, la tartaruga d’acqua o il dinosauro d’erba?

La risposta non è così semplice, anche se alla fine la stragrande maggioranza opta per Charmender. Infatti il nostro rivale prontamente sceglierà il pokémon superefficace al nostro (in questo caso Squirtle), provocandoci un attacco d’isteria e facendoci pentire di non avergli dato un nome peggiore…

E così inizia la nostra avventura, all’età di soli 10 anni in questo piccolo grande mondo, partendo da Biancavilla ed esplorando tutta Kanto in cerca degli altri 150 mostriciattoli, sconfiggendo capipalestra, il Team Rocket (i cattivi), la lega e pure i pokémon leggendari. Avete capito bene, questo bimbo molto precoce farà tutto questo (e molto altro ancora) senza la compagnia di un genitore, ma solo dei suoi fedeli pokémon i quali lo difenderanno dai pericoli e gli permetteranno di attraversare boschi, mari, montagne e grotte difendendolo al costo della propria vita.

Ma qui salta fuori un’altra cosa interessante: i pokémon non muoiono, vanno K.O. Questo significa che un rapido salto al Centro Pokémon (dove incontreremo una delle più frustranti NPC del gioco, l’infermiera alias premiarafficailpulsanteA) sarà sufficiente a farli tornare come nuovi.

E se questo non è bastato a rendere un successone questo gioco, ecco la cosa più importante e strepitosa ideata da Satoshi: l’evoluzione procede a passi da giganti. Eh si, Darwin ha sottovalutato l’importanza del livello. Infatti molte delle simpatiche bestiole dopo essere salite di esperienza si evolveranno in qualcosa di straordinario: enormi dragoni, grossi falchi dalla folta chioma e… beh… anche qualche farfalla…

E tutto questo sin dalla Prima Generazione, ovvero le cartucce Rosso e Blu (in Giappone anche Verde).

Attualmente siamo giunti alla Sesta Generazione con tanto di qualche attesissimo remake (attendo con ansia i nuovi Zaffiro Alpha e Rubino Omega) e le innovazioni introdotte sono state molte: la possibilità per i pokémon di riprodursi, le basi segrete, i parchi lotta… troppe per elencarle qui.

Sono una serie straordinaria, sicuramente una delle mie preferite, ma non posso negare che abbiano anche qualche problema.

Ad esempio la necessità di recarsi agli eventi della Nintendo per ottenere alcuni pokémon altrimenti introvabili… nulla di strepitoso se non fosse che in Italia tali eventi non li organizzano. Maledetti Giapponeeeeesiiii!

Altra cosa fastidiosa è il fatto che ormai le nuove generazioni facciano schifo. Ne ho visti di ogni sorta, davvero, con le ultime serie ne sono saltati fuori di squallidi…

E il peggio del peggio sono le megaevoluzioni che, ammettiamolo, sembra di giocare con i Digimon…

Comunque non ci si può troppo lamentare; dopo un pò le idee finiscono e si fa quel che si può per continuare a sfornare giochi.

Da parte mia le generazioni che più ho amato sono la prima per la serie tv e la terza per i giochi.

Ho passato innumerevoli ore a Hoenn e posso affermare senza dubbio che sia il gioco meglio riuscito di tutta la serie.

Ogni tanto provo nostalgia di quando io e i miei amici giocavamo insieme a pokémon. Ho passato molti bei momenti insieme a loro e non sono certo l’unico.

Non stiamo parlando di un gioco come gli altri ma di un simbolo, uno degli emblemi dei nati negli anni ’90. Ogni nerd degno di tale nome ha giocato a pokémon, non neghiamolo, e sono fiero di essere stato uno di quei ragazzini che gironzolavano con il Game Boy in tasca e tornava a casa in tempo da scuola per godersi le avventure di Ash e del suo Pikachu ma anche di quei poveracci del Team Rocket che, per quanto fingessero di essere cattivi, in realtà erano dei simpaticoni.

Insomma, ho detto quello che dovevo dire sui pokémon.

Ora tocca a voi: a quali serie avete giocato?

Qual’è stato il vostro primo starter? E la vostra prima cartuccia?

Apprezzate le nuove generazioni o siete dei nostalgici?

Se poteste portare un solo pokémon nella vita reale quale sarebbe e per quale motivo?

Aspetto le vostre risposte!

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9 pensieri su “Pokémon

  1. Ahah ti ho beccato per caso ma sono moralmente costretta a fermarmi e risponderti! Io AMO i pokemon di un amore viscerale, quasi maniacale.
    Ho giocato – più e più volte – a tutte le generazioni, compresi i remake, ma la mia prima cartuccia, la mia prima generazione e quindi anche quella che mi sta più a cuore, è stata la terza, con rubino, e il mio starter è stato mudkip (in ordine per generazione i miei starter sono stati: charmender, chikorita, mudkip, piplup, snivy e froakie). In assoluto il mio pokemon preferito e che vorrei avere nella vita reale è eevee :3
    Ciaps 😀

    • Oh, ma tu guarda un pò! Allora c’è qualcuno che risponde alle mie domande. Complimenti, hai sbloccato il trofeo “Prima Mossa”.

      Anche tu, come me, sei un’amante della 3° generazione. Mi fa piacere!
      L’unico problema nel partire con rubino è il non godersi i miglioramenti e le differenze rispetto alle cartucce precedenti, ma di sicuro hai sperimentato questo senso di rivoluzione con le generazioni successive.
      A proposito, posso chiederti cosa pensi di X ed Y? Non possedendo il 3DS *sospiro* non ho potuto giocarci…

      Come immaginavo! Eevee è in assoluto uno dei pokémon più amati dai fan. Però ora sorge spontanea la domanda: lo vorresti evolvere? E se si in cosa?

      • Ahah, ti piace proprio fare domande, eh?
        X e Y non mi sono dispiaciuti, anche se sono qualcosa di molto diverso dagli altri giochi di pokemon sotto molti aspetti. Ad esempio, sono tremendamente facili. Qui il “condividi esperienza” condivide l’esperienza con TUTTA la squadra, quindi livellare è veramente veloce, troppo… si perde buona parte del gusto di fare questo gioco. E purtroppo l’hanno improntato molto sull’implementare le funzioni per il pvp che per il gioco normale. Ma nonostante tutto mi è piaciuto, è comunque un gioco di pokemon!
        Se avessi un eevee farei scegliere a lui/lei se e in cosa evolversi, in qualche modo, ovviamente u.ù anche perché sarebbe troppo difficile scegliere XD

        • Ahah! Scusa, non volevo bombardarti di domande!
          O forse si…

          Capito, grazie per le informazioni. Se non sbaglio anche su Rosso/Blu c’era un condividi esp. molto simile che offriva i punti a tutta la squadra ma non sono sicuro avesse lo stesso nome.

          Una scelta altruista, dunque. Che animo pigr… ehm… nobile!

  2. Pingback: Operazione Nerd

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