In Viaggio Verso Ovest (6)

Questa volta tutte le persone all’interno del locale si voltarono verso di loro, attirate dal violento tonfo e dal rumore di vetri rotti.

Nel silenzio generale, Elvin si avvicinò rapidamente all’amico per aiutarlo ad alzarsi e subito dopo fece lo stesso con il piccolo uomo.

-Chiedo scusa, è tutta colpa mia! Pagherò io i danni, non si preoccupi, e ovviamente le ordinerò dell’altra birra. Che disastro! Si è fatto male? Sta bene?-

Mente parlava si accorse che quello davanti a sé non era un uomo bensì un nano.

Non era la prima volta che ne vedeva uno dal momento che molti di loro erano soliti viaggiare, ma non aveva mai avuto modo di parlarci.

Quello che ora si trovava dinanzi a lui era alto appena un metro e mezzo, ma tozzo e muscoloso. Era completamente calvo ma una rigogliosa barba bruna divisa in tante trecce copriva gran parte del suo viso e un paio di folte sopracciglia nascondeva piccoli occhi scuri e luccicanti, mentre la fronte era solcata da vistose cicatrici. Il grosso naso sporgeva dal viso come un tubero e le orecchie a sventola gli conferivano un aspetto, a parere di Elvin, un po’ buffo. Vestiva robusti stivali di cuoio, guanti dello stesso materiale ed una rossa veste dall’aria vissuta, stretta a livello della vita da una cinta dalla fibbia dorata.

Non appena si fu ripreso dallo scontro improvviso, il nano proruppe con un -Ma che accidenti combinate voi giovani? Cosa ci trovate di tanto divertente nell’urtare le altre persone? Eh si, vi ho riconosciuti: siete gli stessi scalmanati che oggi correvano giù per le strade spingendo i passanti. Adesso vi insegno io come si sta al mondo!-

Ora che si era infuriato non aveva più niente di buffo ma, al contrario, sembrava molto minaccioso. Jigol provò a difendersi -No, mi creda, non era nostra intenzione recare fastidio a lei o a chiunque altro! Stavamo solamente scherzando tra di noi e sono caduto, non intendevo spingerla. E per quanto riguarda questa mattina stavamo…-

-… per quanto riguarda stamattina, ora ne pagherai le conseguenze! Vieni fuori che ti rovescio! E dico anche a te- aggiunse indicando Elvin -Ora vi do’ una bella lezione e poi vediamo se osate ancora fare questi scherzi stupidi-

Fortunatamente intervenne la vedova a salvare i poveri avventurieri.

– Dworin, calmati! Non l’hanno fatto apposta, ne sono certa.-

Vedendo la locandiera, il nano riprese il controllo.

-Rose, forse quel che dici è vero, ma li ho visti con i miei stessi occhi quest’oggi correre giù per le strade come cavalli al galoppo-

-E dunque? Questo fa di loro dei violenti? Sono solo due ragazzi pieni d’energia, niente di più. Siediti, ti porto dell’altra birra.-

Senza aggiungere parola, il nano fece come gli aveva chiesto la locandiera e si sedette ad un tavolo dove stavano riuniti altri suoi simili.

In quanto al resto dei clienti, essendo sfumata l’occasione di assistere ad una rissa ricominciarono subito a far baldoria come se nulla fosse successo.

La donna si rivolse ai due giovani -In quanto a voi, non preoccupatevi.  Dworin è una brava persona e di solito non si arrabbia per queste cose. Probabilmente è nervoso a causa del lungo viaggio che lo attende. Oh, ecco le vostre zuppe. Prego, sedetevi.-

Elvin, incuriosito, chiese -Di che viaggio si tratta?-

-Torna a casa, a Ovest, sull’Altopiano Forato. Vive qui da molti anni e l’idea di lasciare i suoi amici non lo aggrada.-

Il giovane insistette -E allora perchè se ne va?-

-Questo non lo so. Mi ha solamente detto che deve sbrigare degli affari urgenti.-

Per Rose il discorso era chiuso e dunque tornò a badare ai suoi clienti; ma non per Elvin.

-Ehi, mi è venuta un’ottima idea! Cosa ne dici se chiediamo al nano di viaggiare con noi?-

Jigol, che aveva appena assaggiato il primo cucchiaio di zuppa, fu talmente sorpreso da quella proposta che se lo fece andare di traverso.

Tossendo e boccheggiando esclamò -Ma sei impazzito? Quello lì a momenti ci riempiva di botte!-

-Ma è stato per un malinteso! Se glielo spieghiamo sicuramente non ci farà nulla-

-Ho provato, ma non mi ha neppure ascoltato-

-Proviamo di nuovo! La ninfa mi ha detto che altri guerrieri si sarebbero uniti alla nostra avventura e sono certo che lui sia uno di quelli.-

Jigol lo squadrò perplesso -Come fai ad esserne convinto?-

-Lo so e basta.-

La risposta non piacque al ragazzo -Eh no, non ci provare! Adesso tu mi spieghi perchè tra tutti i guerrieri presenti in questa città vuoi chiedere di unirsi a noi proprio all’unico che non ci vuole tra i piedi; e a tal proposito, cosa ti fa pensare che sia un combattente?-

Elvin sbuffò, come se la risposta fosse la più elementare -Ma hai ascoltato oppure no cos’ha detto la vedova? Sta andando ad Ovest. Ad Ovest! E’ un segno! Mi sembra chiaro che siamo destinati a vivere le stesse avventure.
Per quanto riguarda la seconda domanda, me lo suggerisce il suo fisico…-

L’amico lo interruppe -Ma fammi il piacere! Allora secondo il tuo ragionamento la metà dei contadini del nostro villaggio sono temibili guerrieri!-

-… e se anche non lo fosse cambierebbe poco per noi che non sappiamo niente di armi e combattimenti. Un paio di mani in più può farci comodo.-

-Su questo non posso che darti ragione. Ok, allora se proprio ci tieni glielo puoi chiedere. Ma lo farai da solo perchè non ho nessuna intenzione di farmi picchiare.-

Ma, nonostante queste parole, Jigol fu il primo ad alzarsi dallo sgabello.

Quando però si avviarono in direzione della tavolata di nani si accorsero che Dworin era sparito.

-Scusate, gentili signori, sapete dirmi dov’è finito il vostro amico?-

I nani guardarono di malocchio i due ragazzi e nessuno di loro aprì bocca.

-Per favore, abbiamo bisogno di parlargli.-

Ancora nessuna risposta.

-Va bene, lasciate perdere. Grazie lo stesso…-

Ma mentre stava per tornare al loro posto uno dei nani parlò -E’ partito. Abbiamo bevuto un’ultima birra insieme e se n’è andato.-

-Di già? Accidenti!- Elvin uscì di corsa dal locale e cercò con lo sguardo la figura del robusto nano in ogni direzione, ma senza esito. Le strade erano buie e deserte e di lui non c’era traccia.

Scoraggiato, si arrese e rientrò nel locale per finire di bere la zuppa e farsi una dormita.

Annunci

5 thoughts on “In Viaggio Verso Ovest (6)

  1. Quest’avventura mi sta incuriosendo sempre di più! Aspetto il settimo capitolo e intanto ribloggo il primo capitolo, perché la tua storia merita davvero più successo!

Commenta

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...