In Viaggio Verso Ovest (7)

L’indomani i due avventurieri si svegliarono presto, decisi a raggiungere il Fiume delle Foglie entro il crepuscolo. Erano molto emozionati al pensiero di oltrepassarlo perchè al di là di esso si estendeva la Provincia di Confine Saldo, la più occidentale del Regno di Versindol, e ancora più ad Ovest le Lande dei Banditi, separate dal Regno solamente dalle Alte Mura, l’antica e possente barriera di pietra costruita numerosi secoli or sono per interrompere le continue incursioni dei briganti.

La loro vera avventura sarebbe iniziata al di fuori del regno, tra mille pericoli e innumerevoli insidie.

Pagarono per la stanza e ovviamente anche i danni causati la sera prima, scusandosi nuovamente con Rose.

-Smettetela di crucciarvi. Avete pagato e la questione è risolta. Piuttosto, se tornate da queste parti passate a trovarmi!- e detto questo ammiccò ai due giovani, facendo arrossire entrambi.

Così ripresero il viaggio, carichi di emozione ed energia.

Usciti da Biancarbone seguirono la Via Principale che conduceva ad Ovest, verso il ponte sul Fiume. La strada era piuttosto affollata, ma la maggior parte dei viaggiatori era diretta ad Est con carri carichi di merci da vendere o il borsellino pieno di monete tintinnanti, intenzionati a spenderne la maggior parte al mercato di Piazza Bassa.

Lungo il tragitto erano disseminate numerose locande e punti di sosta, ma Elvin e Jigol non le usarono; la strada da fare era molta e non avevano tempo da perdere. Fecero solo una breve pausa per pranzare sotto l’ombra di una quercia, poi ripresero a camminare con ancora la bocca piena di cibo.

Finalmente nel tardo pomeriggio, quando il sole era ancora alto ma non troppo distante dall’orizzonte, raggiunsero Borgo Fresco, il villaggio più Occidentale della Provincia di Sotto Bosco.

Era per lo più un paesello di taglialegna, in quanto la Foresta Secolare che occupava la parte superiore della Provincia (e al quale si doveva il nome della stessa) si allungava nel suo tratto più ad Ovest anche verso il basso sino a sfiorare Borgo Fresco con le sue verdi chiome. Infatti le case erano costruite interamente in legno e molti dei carri che uscivano dalla città trasportavano tronchi e rami.

I due avventurieri entrarono nel villaggio intenzionati ad attraversarlo rapidamente ma una rumorosa folla attirò la loro attenzione. Gli abitanti erano agitati e alcuni addirittura furiosi.

-E adesso come faremo? Mio figlio è andato a Borgo Chiaro ad acquistare delle merci e non potrà tornare in questo modo!-

-Anche mio nipote è bloccato al di là del fiume. Cosa facciamo?-

-Io aspettavo un carico di formaggi per domattina, ma ora dovrò chiudere il negozio!-

Jigol si avvicinò ad una donna dall’aria triste e le chiese -Mi scusi, gentile signora, potrebbe dirmi cosa sta succedendo?-

Lei sospirò con aria affranta e rispose -Come, non l’hai saputo? Il ponte è crollato.-

Elvin esclamò sbalordito -Crollato? E com’è accaduto?-

-Non si sa. E’ venuto giù all’improvviso, nel giro di pochi secondi. Ci sono anche dei feriti e stanno cercando di tirare fuori i cavalli dall’acqua.-

I due ragazzi si guardarono negli occhi, preoccupati.

-E adesso come facciamo?-

Elvin non fece in tempo a rispondere che una voce possente si elevò al di sopra di tutte le altre.

-SILENZIO! SILENZIO! ZITTITEVI TUTTI PER UN ISTANTE!-

Cadde il silenzio e un uomo dall’aria elegante e dai lunghi baffi, probabilmente il capo villaggio, si arrampicò sopra un carro e continuò a parlare.

-E’ successa una disgrazia, lo so. Il ponte è inagibile e alcuni dei nostri concittadini sono in pessime condizioni. Ma non perdete la calma! Ho chiesto ai più bravi falegnami della città di mettersi subito all’opera e sono certo che entro una settimana il ponte sarà nuovamente agibile…-

Un grido lo interruppe -Una settimana? E come facciamo nel frattempo?-

-Non temete, ho già pensato a tutto. Tra due o tre giorni alcune zattere risaliranno il fiume e, in via del tutto temporanea, le utilizzeremo per muoverci da una sponda all’altra. Certo, è un metodo lento…- -… e costoso…- aggiunse qualcuno -…ma è sicuramente meglio di niente. Dunque mettetevi il cuore in pace e, se proprio non riuscite a stare con le mani in mano, aiutate i falegnami a ricostruire il ponte.-

Detto questo se ne andrò, seguito da gran parte della folla e da moltissime domande.

Jigol mormorò -Uff, mi sa che ci tocca rimanere qui fino all’arrivo delle chiatte- ma Elvin non era per nulla intenzionato a perdere tre giorni in quella maniera.

Si avvicinò alla signora con cui avevano parlato poco prima e le chiese -Mi scusi, posso farle un’altra domanda? Non esiste un altro modo per oltrepassare il fiume?-

-Beh, a dire la verità ci sarebbe un altro ponte su a Nord; ma non lo usa più nessuno, ormai, e soprattutto è nel bel mezzo della Foresta Secolare. Non è un luogo molto sicuro e, se ci tenete alla pelle, vi conviene attendere l’arrivo dei soccorsi.-

-Grazie, era quello che volevo sentire.-

Jigol lo guardò preoccupato e gli fece una domanda conoscendo già la risposta -Non avrai intenzione di passare per la Foresta, vero?-

-Certo che si. Abbiamo ancora moltissima strada da fare e abbiamo già perso fin troppo tempo ieri a Biancarbone. Dobbiamo recuperare!-

-Ma non hai sentito cos’ha detto la donna? Non è un luogo sicuro.-

-E con ciò? Non lo saranno neppure le Lande dei Banditi. Giusto?-

A malincuore, Jigol gli diede ragione -Giusto… e allora quando intendi partire?-

-Beh, abbiamo ancora qualche ora di luce quindi è meglio riprendere il cammino.-

E in men che non si dica erano sul sentiero diretto a Nord.

 

Camminarono per altre due ore e mezza prima di accamparsi per la notte.

Non parlarono molto perchè la Foresta Secolare aveva un’aria lugubre e non volevano attirare troppo l’attenzione delle creature del bosco.

Avevano sentito tante storie su quei boschi, alcune molto belle e divertenti mentre altre terribilmente spaventose. Quella notte ricordavano solo quelle del secondo genere.

Il cielo era oscurato dalle fronde degli alberi, anche se ogni tanto si riusciva a distinguere qualche piccola stella, e l’aria profumava di rovere e castagno, ma era anche molto umida e pesante.

Avvertivano continuamente lo scricchiolio dei rami e il fruscio dei cespugli, eppure nessuno dei due apriva bocca per cercare di mostrarsi coraggioso agli occhi dell’altro.

Si coricarono attorno al fuoco e solo dopo molto tempo e non poca fatica riuscirono ad addormentarsi.

Ma grandi occhi gialli li osservavano dall’oscurità e, lentamente, si avvicinavano ai due giovani avventurieri.

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