Risposta al Tema: Il Potere della Lettura

Ma che bello, finalmente il Caffè Letterario di Chiara ha aperto i battenti, inondando i vicoli del web con il dolce profumo dei dolci e l’aroma invitante delle bevande.
Mi sembra che sia quindi il caso di ordinare, per l’appunto, un caffè fingendo che sia giorno invece che sera e ingannando la percezione temporale con la gialla luce delle lampade.

Atmosfera suggestiva, non c’è che dire… ma bando alle ciance e tuffiamoci nelle discussione dedicata al potere della lettura e alle invisibili connessioni fra i lettori.

Io sono convinto che i libri siano degli strumenti in grado di portare le persone in posti lontani e fantastici, ma che per la loro stessa natura immaginaria questi posti siano sempre diversi in base a chi li visita come se reagissero alla presenza del lettore; dunque due individui che decidono di avventurarsi per il castello di Hogwarts troveranno dipinti, scale, corridoi e stanze diversi per quanto riguarda il colore, l’odore e la consistenza ma in linea di massima attraverseranno gli stessi luoghi ed ambienti; lo stesso discorso ovviamente vale per i personaggi, che seppure rimarranno tali come esseri dotati di personalità, ricordi ed emozioni si esprimeranno con tono di voce, gesti e sguardi diversi in base a colui che gli sta dinanzi (e mi riferisco sempre al lettore).

Dunque leggendo lo stesso libro ci ritroviamo tutti riuniti nello stesso luogo senza saperlo, come se visitassimo dimensioni parallele della stessa realtà, e solamente confrontandoci tra noi ce ne rendiamo conto.

Ciò che lo scrittore ci ha offerto è un mondo capace di adattarsi alle nostre aspettative, ai nostri desideri e alle nostre emozioni pur rimanendo se stesso; come non lasciarsi trasportare da una simile magia?

E infatti spesso ci capita di rimanerne a tal punto invischiati (ma non come all’interno di una melma appiccicosa, quanto piuttosto ad una vasca di miele) da isolarci completamente dalla realtà.
Il corpo c’è, ma la mente è altrove a sconfiggere creature malvagie, indagare su omicidi o corteggiare intriganti fanciulle.
Però bisogna pur tornare indietro, ogni tanto, e il “rientro” può essere traumatico e sconvolgente; non ci troviamo più all’interno di un regno verde e ricco di vita o in una baita tra i boschi abbracciati alla nostra bella, bensì nello sporco e scomodo sedile di un treno che, a quanto ci risulta, è finalmente e purtroppo arrivato a destinazione. Così rimettiamo con rammarico il libro nello zaino e ci affrettiamo a scendere, desiderando di ritornare al più presto nel nostro fantastico mondo immaginario, se tale lo si può definire.

Ma non voglio portare il discorso ancora più sul filosofico perchè potrei diventare pesante (più di così?) e annoiare voi, cari compagni di discussione; poichè di questo si tratta e non voglio monopolizzare l’attenzione.
Siamo ancora seduti al Caffè Letterario e, poichè la bevanda all’interno della mia tazza è ormai tiepida e quasi terminata, mi avvio verso la conclusione, o almeno ci provo.

Come forse vi sarete accorti, condivido in pieno ciò che dicono Chiara e Luca: i libri sono una sorta di portali capaci di catapultarci in posti lontani e, addirittura, all’interno di altre persone.
Infatti con alcuni libri come Robinson Crusoe mi capita facilmente di ritrovarmi nei panni sporchi e scomodi del naufrago in una calda isola tropicale e vivere le sue avventure; con altri, come The Dome, mi succede persino di saltare da un corpo all’altro come una specie di demone (paragone lugubre) e vivere i pensieri dei personaggi fin da subito, già dalle prime parole, senza neppure bisogno di ambientarmi.

Ci tengo a precisare che questo non accade con tutti i libri. L’intensità del legame dipende sia dalla capacità dello scrittore che dal coinvolgimento emotivo del lettore e il risultato può essere nullo, come capita con i noiosi libri di scuola affidati agli studenti da professoresse annoiate quasi quanto i loro allievi (evitiamo di discutere oggi del fatto che tali libri, in altri contesti, potrebbero rilevarsi dei capolavori della letteratura come si vantano di essere), oppure totale, come avviene con quelli che vengono poi classificati come “libri preferiti”; e a buon ragione!

Come ho detto, sto cercando di concludere il discorso quindi affronto ora l’ultimo tema e poi vi restituisco la parola, che un monologo simile sfiora la maleducazione in un contesto ricco di persone come lo è il blog di Chiara: la sensibilità dei lettori.

Io sono dell’idea, e la sosterrò con tutto me stesso come ho sempre fatto, che le persone amanti della lettura si ergano al di sopra della media culturale di una società; ciò significa che esse sono in grado non solo di scrivere ed interagire in maniera “superiore” rispetto alla maggior parte degli individui, ma anche di comprendere sentimenti e concetti carichi di significati complessi e particolari valori con più facilità e, forse, addirittura con più abilità.
Non mi sto riferendo a poesie ermetiche e trattati scientifici, poichè queste cose sono legate più al percorso di studi e all’apprendimento che alla semplice lettura, quanto piuttosto alle sfaccettature della vita di tutti i giorni; credo che l’aver amato i libri ci consenta di avvalerci di strumenti con i quali possiamo vedere il mondo in maniera estremamente più ricca, come se fossimo dotati di un paio d’occhiali dai numerosi filtri solari e visivi: invece di osservare ciò che ci circonda con un’unica tonalità, possiamo scegliere di provarne tante altre e, per mezzo del nostro bagaglio di letture, svelare significati altrimenti incomprensibili anche delle cose più semplici come il dolcetto che poco fa ho ordinato qui, al Caffè: una madeleine.

Basta, non ho altro da aggiungere per il momento (alleluia!).
Ora è il mio turno di ascoltare e non vedo l’ora di scoprire che piega prenderà la conversazione nei prossimi giorni.

Ah, un’ultima cosa: complimenti alla proprietaria per l’impegno;si vede che ha dedicato molto tempo per metter su questo progetto e le auguro abbia successo!

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10 thoughts on “Risposta al Tema: Il Potere della Lettura

  1. pantufl90 ha detto:

    Che dire….non potevo desiderare di meglio. Bellissimo articolo, coinvolgente, personale e molto molto stimolante! Davvero ottimo ^_^ grazie per questo splendido contributo 🙂

  2. The Butcher ha detto:

    Ti assicuro che non sei stato per niente pesante o noioso.Il tuo argomento mi è piaciuto parecchio. Io considero la lettura come una delle cose migliori inventate da noi umani. Ottimo lavoro!

    • Ti ringrazio e mi fa molto piacere!
      Se hai voglia partecipa anche tu al Caffè Letterario così puoi raccontare del tuo rapporto con la lettura e dire la tua.

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