In Viaggio Verso Ovest (9)

-Ce la siamo vista proprio brutta stanotte, eh?-

Elvin non rispose.

Era ancora sconvolto dallo scontro di qualche ora prima e il braccio aveva cominciato a fargli un gran male. Era avvolto ben stretto in un panno, in modo da fermare l’emorragia, ma nonostante questo si sentiva sempre più debole.

Jigol probabilmente se ne accorse perché poco dopo, quando giunsero al punto in cui il Fiume delle Foglie attraversava la Foresta Secolare, propose di fare una sosta.

I due si sedettero al margine del fiume ed Elvin approfittò dell’occasione per controllare la ferita. Slegò i lacci che stringevano il panno e scostò quest’ultimo con delicatezza, rivelando una serie di fori profondi i quali, immediatamente, ripresero a sanguinare lentamente.

-Non si rimargina… e non ha per niente un bell’aspetto.-

-Già… dobbiamo raggiungere al più presto un villaggio e cercare un medico. Per adesso sciacqua la ferita con l’acqua del fiume e stringi bene i lacci.-

Elvin fece come suggeritogli dall’amico. Non appena immerse l’avambraccio sinistro nelle gelide acque del fiume avvertì una fitta di dolore, ma questa si tramutò lentamente in sollievo e dunque rimase in quella posizione per qualche minuto, osservando l’incredibile numero di foglie che galleggiava sulla superficie dell’acqua e chiedendosi come fosse possibile in quella stagione.

Poi, quando si rese conto di non poter più resistere al freddo del fiume, ritrasse il braccio e notò con sorpresa che la ferita non sanguinava più.

Con l’aiuto di Jigol coprì nuovamente la ferita e si rimisero in cammino.

Oltrepassarono il vecchio ponte di pietra, entrando nella Provincia di Confine Saldo, e continuarono a seguire il sentiero.

Dopo qualche ora finalmente uscirono dalla foresta e, poco dopo l’ora di pranzo, raggiunsero Borgo Verde, un piccolo villaggio di contadini.

Elvin era ormai allo stremo e faticava a reggersi in piedi. La ferita infatti aveva ripreso a sanguinare e l’avventuriero aveva assunto una colorazione molto pallida.

Jigol lo aiutò a sorreggersi e lo portò fino alla modesta piazza del caseggiato e lo fece sedere; poi gli disse di aspettarlo in quel punto e corse a cercare un medico.

Sfortunatamente venne a sapere che in quel villaggio non c’erano medici, ma riuscì comunque a trovare un veterinario e lo condusse dall’amico.

Questo era un uomo piccolo e magro, con due spessi occhiali rotondi e una barba sottile e ordinata.

Non perse tempo con i convenevoli e volle subito osservare la ferita. Quando scostò il panno nascose a malapena l’espressione di orrore sul suo volto e ordinò ad alcuni dei curiosi che si erano riuniti attorno a loro di aiutarlo a condurlo alla locanda.

Due uomini robusti si fecero avanti e insieme lo posero su di un letto al primo piano di un locale chiamato Il Vecchio Focolare. Poi se ne andarono e nella stanza rimasero solo Elvin, Jigol ed il veterinario che di nome faceva Josh Riulof.

Questi si mise rapidamente all’opera: pulì la ferita con molta cura, cosa alquanto dolorosa per il povero avventuriero, e poi impugnò l’ago e ricucì i lembi di pelle, richiudendo la ferita.

Gli ci volle molto tempo e più volte Elvin fu sul punto di perdere i sensi, ma l’amico rimase al suo fianco a infondergli coraggio.

Finalmente Josh ripose l’ago, si asciugò la fronte e mormorò –Fatto. Ora sei nelle mani degli Dei, figliolo. Ti consiglio di pregare a lungo, questa notte, perché se la ferita si infetta dovrò amputarti il braccio.-

Al sentire questa notizia entrambi gli amici rabbrividirono terrorizzati.

-Oh no! Questo no! Non posso perdere il braccio. La supplico, ci deve pur essere qualcosa che può fare per impedirlo!-

-Calma, calma. Per adesso il tuo braccio è ancora in buone condizioni e non vedo segni di cancrena. Ti ho avvertito dell’eventualità affinché tu sia preparato al peggio, ma non è detto che accada. Comunque chiederò ad un mio amico esperto di erbe medicinali di prepararti un decotto per rinforzare il tuo corpo. Altro non posso fare.-

-Grazie, grazie!-

L’uomo se ne andò e poco dopo, come aveva promesso, venne un anziano con pochi capelli ma molta vitalità a portargli il medicinale.

Elvin lo bevve tutto d’un fiato, anche se era amaro, e in breve cadde in un profondo sonno tormentato.

Più volte sognò di vedersi amputato il braccio e ogni volta si svegliava sudato nel letto della locanda, terrorizzato ma ancora in possesso del suo arto.

Jigol era sempre lì, accanto al suo letto, seduto su di una sedia a sonnecchiare e a vegliare su di lui.

Finalmente il giorno dopo tornò Josh Riulof per il verdetto. Scostò il panno e analizzò la ferita; annusò il suo odore e nuovamente tornò ad osservarla. Infine aprì bocca, mentre i due giovani trattenevano il fiato in attesa di scoprire se Elvin avrebbe perso il braccio.

-Non temere, ragazzo, la ferita non è infetta…- Elvin non riuscì a trattenere il sollievo e abbracciò con l’arto sano il veterinario, grato della notizia. Lui non si oppose, ma dopo un attimo riprese a parlare -… Però hai rischiato parecchio. La belva che ti ha azzannato ha rischiato di romperti le ossa ed è solo per miracolo che non ha reciso qualche arteria di grosso calibro. Sei stato molto fortunato, segno che qualche divinità veglia su di te.-

Il giovane non aveva dubbi su chi fosse la sua protettrice; era stata la rossa fanciulla a svegliarlo dal sonno e salvargli quindi la vita, la notte prima, e solo per merito suo era scampato all’assalto dei lupi. Allo stesso modo era certo fosse stata la sua magia a impedire che il lupo mordesse troppo a fondo o con troppa forza.

Nonostante questo non disse nulla al riguardo, ma invece continuò a ringraziare l’uomo che lo aveva curato e gli raccomandò di far sapere all’erborista che era riconoscente pure a lui. Dopotutto erano stati questi due uomini a prendersi cura di lui e a sanare la sua ferita e non era giusto che dinanzi a loro ringraziasse altre entità, o almeno così pensava.

Josh sorrise al giovane e gli raccomandò di rimanere a riposo per qualche altro giorno. Sarebbe tornato in seguito per verificare le condizioni della sua ferita, ma non si aspettava peggioramenti.

Una volta che se ne fu andato, Jigol ed Elvin gioirono insieme della notizia e trascorsero il resto della giornata ridendo e scherzando. Ad Elvin era cresciuto l’appetito, dal momento che non si nutriva dalla sera prima dell’imboscata, e ora aveva una gran fame. Si nutrirono a sazietà e bevvero del buon idromele, per sanare il corpo ovviamente, e continuarono a scherzare fino a tarda notte. Solo allora Elvin raccontò del sogno all’amico.

Questi rimase senza parole. Era una curiosa coincidenza che si fosse svegliato proprio in quell’istante, non poteva negarlo, e questo gli dava da pensare.

Ancora non era convinto della reale natura dei sogni di Elvin, ma cominciava a credere che non fossero semplici visioni. Forse la Rossa esisteva veramente.

-Comunque sia, sono contento che tu ti sia svegliato, l’altra notte; e lo sono ancora di più nel sapere che il tuo braccio rimarrà attaccato al corpo ancora a lungo. L’avventura continua!-

I due amici rimasero ancora qualche giorno al villaggio per permettere alla ferita di Elvin di cominciare a cicatrizzarsi e poi ripresero il cammino in direzione delle Alte Mura.

Era poco più tardi dell’alba quando ripartirono, ma nonostante questo Josh Riulof venne a salutarli.

Quei ragazzi erano speciali, ne era certo, e augurava loro tutta la fortuna del mondo.

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6 pensieri su “In Viaggio Verso Ovest (9)

  1. Finalmente sono riuscita a trovare due minuti per aggiornarmi! Bellissimi questi 3 capitoli che mi ero persa, josh riulof è un nome fantastico e sono contenta che Elvin abbia usato il fulmine in bottiglia nello scorso capitolo! Quest’ultimo invece mi è sembrato un po’ frettoloso rispetto agli altri, mi piace molto quando metti più dettagli e più dialoghi! 😉

    • Grazie!
      Non vedevo l’ora di realizzare la scena del combattimento con i lupi, la preparavo da qualche capitolo.
      In quanto a quest’ultima mi rendo conto della sua inferiorità rispetto alle altre e mi spiace, ma non ho saputo fare di meglio. Probabilmente ero meno ispirato quando l’ho scritto, in quanto ho nuovamente fretta di procedere e volevo superare in fretta questa fase.
      Ho ancora molte idee che voglio usare al più presto e spero che compenseranno questo calo di qualità!

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