V per Vendetta

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Come preannunciato, ecco qui l’articolo dedicato a quello che è stato per molti anni il mio film preferito: V per Vendetta.
Non temete, la pellicola è ancora in cima alla classifica; l’unica differenza è che si sono aggiunti altri film talmente stupendi da non poter fare altro che contendersi il posto simultaneamente, senza però riuscire a vincere il titolo di Miglior Film In Assoluto. Un esempio di questi capolavori? Blade Runner, ovviamente.

Sono contento di poter condividere con voi la mia passione per questo film proprio il 5 Novembre, giorno della Congiura delle Polveri.

Lo so, la maggior parte di voi crede che sia un riferimento alla rivolta dei batuffoli di sporcizia avvenuta di recente sotto il mio letto, ma vi sbagliate: si tratta del tentativo fallito di un certo Guy Fawkes (nome piuttosto anonimo) di far saltare in aria per mezzo di una buona quantità di polvere da sparo la camera dei lord e tutta la brava gente al suo interno, re Giacomo compreso.

Questa lezioncina di storia è importante, dal momento che la trama del film prende spunto proprio dall’azione del personaggio in questione.

Ricorda per sempre il 5 novembre, il giorno della congiura delle polveri contro il parlamento.
Non vedo perché di questo complotto, nel tempo il ricordo andrebbe interrotto.

Ma chi era Fawkes? Un terrorista o un eroe? Non ha la minima importanza perchè tutto ciò che conta su di lui è questo: era un uomo con un’idea ed è morto nel tentativo di metterla in atto.
Così come quest’uomo, anche il protagonista della pellicola è pronto a sacrificare sè stesso in nome di un ideale… ma ci arriveremo tra un po’.

Per ora, permettetemi di presentarvi l’opera.

Introduzione

Come alcuni altri ottimi lavori cinematografici, la pellicola nasce come trasposizione di un fumetto di Alan Moore, ovvero la graphic novel V for Vendetta. Altre opere famose dell’autore sono Watchmen e La Leggenda degli Uomini Straordinari.

Vado molto fiero di affermare che possiedo il volume scritto in lingua originale; un po’ meno nell’ammettere che ho fatto una certa faticaccia a comprendere appieno tutti i dialoghi, visto il mio scarso inglesuccio da bimbo delle elementari,

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I disegni sono di David Lloyd e non mi sono piaciuti molto: li ho trovati al tempo stesso crudi e infantili.

Per quanto riguarda la trama, è molto diversa da quella presente nel film e lo stesso Moore ha, come suo solito, criticato la trasposizione e le scelte fatte dagli sceneggiatori, in questo caso i Fratelli Wachowski, registi di Matrix.

Non sono un grande esperto di fumetti, ai quali mi sono avvicinato da poco e me ne tengo ancora ben distante (leggo solo Ratman e Deadpool, per intenderci), quindi evito di aggiungere altro su questo lavoro e lascio a voialtri nerdoni la possibilità di dire la vostra al riguardo.

Adesso però, dedichiamoci al film.

Trama (senza spoiler)

Le vicende sono ambientate in un futuro distopico, per la precisione nel 1918 in un Regno Unito governato da un dittatore eletto dal popolo in un momento di grave crisi: Adam Sutler.

A capo di un partito nazionalista, sfrutta la sua polizia segreta per perseguire oppositori politici e ogni forma di minoranza; inoltre controlla completamente i mass media e, con essi, l’opinione pubblica.

In quanto ai cittadini, essi accettano la propria assenza di libertà in cambio della sicurezza offertagli dal partito e non solo non osano, ma addirittura non hanno intenzione di ribellarsi.

L’unico ad opporsi è un misterioso individuo il cui volto è coperto da una maschera di Guy Fawkes e che noi conosciamo attraverso gli occhi di Evey Hammond, una ragazza aggredita dai cosiddetti “castigatori” (la polizia segreta di Sutler) e scampata allo stupro solo grazie all’intervento di V.

E’ questo infatti il nome con cui si presenta l’uomo mascherato, che fa la sua entrata in scena armato solo di lunghe daghe con le quali uccide gli assalitori sotto gli occhi stupiti di Evey; subito dopo si presenta con un divertente quanto ammaliante monologo:

Voilà! Alla Vista un umile Veterano del Vaudeville, chiamato a fare le Veci sia della Vittima che del Violento dalle Vicissitudini del fato. Questo Viso non è Vacuo Vessillo di Vanità, ma semplice Vestigia della Vox populi, ora Vuota, ora Vana. Tuttavia questa Visita alla Vessazione passata acquista Vigore ed è Votata alla Vittoria sui Vampiri Virulenti che aprono al Vizio, garanti della Violazione Vessatrice e Vorace della Volontà. L’unico Verdetto è Vendicarsi… Vendetta… E diventa un Voto non mai Vano poiché il suo Valore e la sua Veridicità Vendicheranno un giorno coloro che sono Vigili e Virtuosi. In Verità questa Vichyssoise Verbale Vira Verso il Verboso, quindi permettimi di aggiungere che è un grande onore per me conoscerti e che puoi chiamarmi V.

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Subito dopo propone alla ragazza di assistere ad uno spettacolo musicale e la porta sul tetto di un edificio dalla quale si può udire prima flebilmente poi sempre più forte l’Ouverture 1812 di Cajkovskiy (spero di averlo scritto giusto) provenire dagli altoparlanti delle strade e poi, sul culmine del brano, assistere all’esplosione dell’Old Bailey, simbolo della presunta giustizia del paese.

Scopriamo dunque la vera natura di V, ovvero un uomo disposto a tutto pur di abbattere il regime totalitario e restituire la libertà al popolo inglese.

Altro non voglio aggiungere perchè, potete credermi, esistono ancora persone che non hanno mai visto un simile capolavoro.

Effetti Speciali e Ambientazione

Avendo a che fare con i due fratelli della (purtroppo) trilogia di Matrix, saltano ovviamente fuori stupefacenti scene di lotta e il loro classico ma sempre buono slow motion.

Tuttavia sono le esplosioni che veramente meritano un premio per gli effetti speciali: non è certo facile realizzarne di così grandiose e mi ritengo soddisfatto.

Niente male anche l’utilizzo dell’illuminazione e alcune angolazioni, come quelle dell’interrogatorio.

Le scene sono state girate un po’ in studio e un po’ a Londra; quella finale rientra nel secondo caso.

Il set più grande realizzato per il film è quello della Galleria delle Ombre, dove sono accumulate molte opere d’arte che V ha salvato dalla distruzione, tutte realmente esistenti.

Interpretazioni

L’uomo dietro la maschera è Hugo Weaving, l’interprete di re Elrond nella Trilogia dell’Anello (e lo Hobbit) e dell’agente Smith in Matrix. Bisogna dargliene atto, bella tenacia ad interpretare un personaggio il cui volto rimane celato per tutta la durata del film, non è da tutti; infatti precedentemente il ruolo di V doveva essere affidato a James Purefoy, ma quest’ultimo ha rinunciato per la frustrazione (ehm…).
La sua è un’ottima interpretazione, fatto innegabile.

Altra grande interpretazione è quella della bella Natalie Portman (che ha in giovinezza interpretato Mathilda in Léon, magnifico film recensito qui da The Butcher), la quale riesce a recitare con estrema passione alcune commoventi scene in cui riesce a lasciar trasparire appieno la sofferenza del suo personaggio, Evey.

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Da ricordare anche John Hurt, che ha interpretato l’odioso e furioso cancelliere Adam Sutler, ma che in un contesto simile è stato anche il protagonista di 1984, l’adattamento cinematografico del romanzo di George Orwell alla quale si ispira V per Vendetta.

Temi Trattati

Come ho appena detto, il film si ispira alle tematiche del romanzo di Orwell: distopia, regime totalitario, polizia segreta, censura, repressione…

Nulla di strano se notate una similitudine con il nazismo e con il comunismo in quanto lo stesso 1984 è una critica ai regimi totalitari.

Inoltre nel film sono presenti campi di concentramento e tematiche razziste proprio per assimilare il partito di Sutler a quello di Hitler e, a dirla tutta, lo stesso cancelliere assomiglia al fuhrer.

Come nei regimi totalitari, i mezzi di comunicazione sono controllati dallo stato e trasmettono solo le notizie consentite dal partito: infatti vengono usati sia per convincere la popolazione di essere al sicuro che per intimorirla, mostrando immagini delle disgrazie che stanno colpendo i paesi come l’America, che nel film non è altro che il relitto di una nazione distrutta da crisi, pestilenze e violenza.

Un’altra similitudine si coglie nel tentativo del partito di controllare i cittadini non solo per mezzo degli ideali nazionalisti inneggiati da Lewis Prothero, la cosiddetta voce di Londra, ma anche attraverso la paura scaturita dalla violenza della polizia segreta capitanata da Peter Creedy.

Infine, come accennato all’inizio, la trama del film ha molto in comune con quanto accaduto nel lontano 1605 con la congiura delle polveri: il protagonista è un rivoluzionario deciso a far saltare in aria il simbolo del parlamento inglese e disposto a mettere a repentaglio la propria vita pur di riuscire nel suo intento. Tuttavia le motivazioni sono diverse: mentre Fawkes intendeva far cessare le persecuzioni contro i cattolici, V vuole spingere la folla a riprendersi la propria libertà.

Sono numerose inoltre le citazioni presenti nel film, che vanno dalle opere teatrali alla musica rock.

Io oso fare tutto ciò che può essere degno di un uomo, chi osa di più non lo è.

Conclusione

Ci sono innumerevoli motivi per amare questo film: azione, dramma, lotta, colpi di scena, trama appassionante e ovviamente il fascino della vendetta.

Una ragione più che sufficiente  sono però gli elaborati monologhi di V, che con un climax crescente ed un senso di epicità costante provocano nell’animo dello spettatore l’irrefrenabile desiderio di alzarsi in piedi e unirsi alla causa seduta stante.

Il più bello di essi è il seguente, che vi invito a riascoltare assieme a me e, se non lo avete mai sentito, ad assaporare adesso per la prima volta (premettendo che potrebbe spoilerarvi una scena di quelle poco oltre l’inizio del film)

Grandioso, non ci sono altre parole.
E se questo non fosse sufficiente per spingervi a vedere/rivedere il film oggi stesso, il Quinto giorno del mese di Novembre, non preoccupatevi, ne ho molti altri.

Ho già parlato dell’ottima realizzazione delle scene d’azione e dell’ottima interpretazione del cast e non ho intenzione di ripetermi.

Ascoltate questo, dunque: quante volte vi è capitato di guardare un film talmente ricco di significato da costringervi a schiacciare il tasto STOP per ascoltare il flusso dei vostri pensieri e riflettere sulla rilevanza degli argomenti trattati e sulle similitudini con quelle accadute nel mondo reale?
Non molte, immagino.
Bene, vi assicuro che in questo caso dovrete farlo.

Per non parlare del fatto che questa è anche una di quelle pellicole che, una volta finite, non solo vi lasciano qualcosa di profondo (cosa piuttosto rara, al cinema) ma vi spingono addirittura a rimanere seduti sul vostro divano ad ascoltare la musica dei titoli di coda ripensando alle ultime scene e rivivendo mentalmente le più avvincenti.

Questo è un film talmente emozionante che non ho potuto fare a meno di rivederlo almeno una quindicina di volte… e ancora quindici volte lo riguarderei, non ancora stanco di riascoltare le sensazionali parole di V e di assistere al concatenarsi degli eventi che, proprio come i tasselli del suo domino, si susseguono l’un l’altro in maniera perfetta facendo battere all’impazzata il mio cuore nelle scene più drammatiche del film e infervorando il mio animo in quelle maggiormente intense.

Una miscela esplosiva di affilati coltelli, inquietanti sorrisi, pungenti rose e tiepide lacrime.

C’è poco da fare, questo è un film a dir poco incredibile che merita di essere visto da tutti più di una volta nella propria vita.

No, niente a che vedere con i lati nascosti che si rivelano solo ad una seconda o successiva visione; qui si tratta di apprezzare nuovamente l’epicità del momento e provare ancora una volta il desiderio di lottare al fianco di V per conquistare una libertà perduta, ma al contempo riflettendo sull’importanza dei diritti personali quali la libertà di parola e di opinione.

Vi lascio con la frase che più di tutte ho amato di questo film:

Sotto questa maschera non c’è solo carne, sotto questa maschera c’è una idea… E le idee sono a prova di proiettile!

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9 pensieri su “V per Vendetta

  1. The Butcher ha detto:

    Bellissima recensione! Hai parlato in modo dettagliato dei vari settori tecnici e anche della trama del film. Ti ringrazio anche di avermi citato nella recensione. Mi sono sentito onorato!
    Comunque sia questo è veramente uno dei film più belli di sempre (ancora non ho letto il fumetto, che recupererò in seguito).

  2. da malato di V per Vendetta (feci vedere il famoso discorso di V alla commissione durante il mio esame di maturità), non posso che togliermi il cappello di fronte ad un’analisi così appassionata ed approfondita.

    • Oh, mille grazie! Davvero!
      Ora però mi hai incuriosito: in quale contesto hai potuto mostrare il monologo di V durante l’esposizione della tesina? Libertà? Diritti dell’uomo? Ribellione?

      • In effetti la mia tesina verteva su “Giustizia e Libertà”. Non avendo particolare voglia di sbattermi a cercare astrusi collegamenti, non ho fatto altro che proporre un estratto del mio film preferito per cominciare a cianciare di storia (altro mio campo d’interesse) per confondere un po’ le acque e passare alle domande da parte della commissione.

        • Ahah, ottima mossa!
          Io avevo intenzione di portare, più generalmente, il cinema ma poi ho rinunciato; non volevo trattare superficialmente un argomento tanto vasto e interessante.
          Hanno apprezzato il video o l’hanno guardato con gli occhi di chi deve stare lì ad ascoltare le cavolate che dice uno studente anticonformista?

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