Risposta al Tema: Io Dico la Mia. E Tu?

Mi avvicino al Caffè Letterario con passo concitato.

Non ci vengo da un po’ e non voglio rischiare di ritrovarmi senza un posto. Per fortuna ne scorgo subito uno dall’aria molto comoda e mi ci fiondo, non senza rischiare di scontrarmi con un altro cliente.

Richiamo l’attenzione di una cameriera e ordino una cioccolata calda. -Con panna- preciso. Attendo la mia ordinazione, sfogliando un volantino sul tavolo che annuncia il tema di oggi, ovvero l’onestà nei blog.

Il titolo è accattivante e provocatorio: “Io dico la mia. E tu?

-Accidenti, sì!- esclamo sorridendo -Ho tutta una categoria di post con questo titolo.-

La cameriera ritorna con un vassoio e posa delicatamente sul tavolo la mia cioccolata calda (con panna), alcune bustine di zucchero, un cucchiaino di cioccolato e persino un biscotto incartato simile a quelli che servono con il caffè.

La ringrazio e mi appresto a strappare l’estremità di una bustina di zucchero di canna e a riversarla attorno alla montagna di panna, osservandola affondare mano a mano che il peso aumenta e la tensione superficiale della cioccolata calda si rompe.

Poi mi ricordo perchè mi trovo lì e comincio.

-Un blog nasce per condividere opinioni personali, o almeno così la penso io.

Ne ho lasciati alle mie spalle numerosi, nati in diverse piattaforme (blogspot, myspace, wordpress…), ma sempre accomunati dall’idea di voler diffondere i miei pensieri su determinati argomenti con altre persone.

All’interno di un blog si stringe un legame tra utente e blogger, una vera e propria connessione tra la mente del lettore e quella dello scrittore ed è simile a quella che si viene a creare per mezzo di un libro, con la differenza che in questo caso è possibile aggiungere i propri pensieri a ciò che il blogger ha scritto attraverso l’uso dei commenti.

Anche nei forum accade più o meno lo stesso, ma al loro interno tutti gli utenti hanno all’incirca lo stesso peso, mentre in questo contesto il blogger offre per primo le sue idee valorizzandole con argomentazioni che poi potranno essere sostenute o meno; insomma, ha un vantaggio sui lettori.

Dopo questa premessa avviciniamoci al nocciolo della questione: l’idea.

Essa è frutto dei processi mentali del blogger, una lavorazione di più input che scorrono attraverso le sue sinapsi a velocità incredibile da una parte all’altra della corteccia cerebrale e si riversano poi, per mezzo della tastiera di un computer, in questo mondo virtuale dove permangono come impulsi elettrici, alla pari di com’erano del cervello.

Insomma, abbiamo trasferito un pensiero dall’encefalo al web.

Da qui, essendo internet una rete, potrà viaggiare in luoghi lontani e in tempi diversi sino ad entrare a far parte di quella personalissima e mentale dei lettori del blog e divenire parte di essa.

L’idea è passata dal cervello del blogger a quello dei lettori.

Certo, essi non sono semplici scatole che si riempiono a oltranza senza elaborare, ma per prima cosa ricevono materiale dall’esterno e lo immagazzinano.

Qui giungiamo ad un primo importante concetto: il blogger ha una responsabilità morale verso i suoi lettori.
In quanto diffusore di idee dovrebbe essere consapevole che le sue azioni nel web provocano delle reazioni nei lettori.

No, non voglio fare etica su ciò che è giusto o sbagliato, ma intendo chiarire il fatto che trovo doveroso, da parte del blogger, essere completamente sincero quando affronta un tema sul suo spazio virtuale perchè influenzerà il pensiero di altre persone, nel bene o nel male.

Ed eccoci ad un punto critico.-

Interrompo per un attimo il monologo per impugnare il cucchiaino di cioccolata. 

Preso dal mio personale flusso di coscienza mi sono dimenticato della bevanda e ora la panna è un ammasso semiliquido sullo strato superficiale della tazza.

Comincio a mescolare e, dopo aver assaggiato una cucchiaiata del dolce prodotto ed aver reagito con un compiaciuto -Mhhh!- riprendo a parlare.

-Se il blogger riesce a trasmettere le proprie convinzioni ai lettori, ben venga! E’ riuscito nel suo intento, condividere un’idea, e ne può andare fiero.

Ma se lo stesso blogger decide di trasmettere un’idea altrui, che non gli appartiene e non condivide… ebbene, ha solo sprecato le proprie capacità e diffuso un messaggio a suo avviso (e quindi anche mio) sbagliato.

Si è venduto, e questo può da alcuni punti di vista sembrare un bene perchè ha sfruttato le proprie doti per campare, con un tornaconto personale che gli permetterà di continuare a fare quello che sta facendo.

Ma cosa sta facendo? Mente. Mente agli altri e a se stesso; e, peggio di questo, si è lasciato corrompere.

D’ora in avanti ciò che dirà e farà nel web sarà solo esprimere opinioni altrui, mai le proprie. Non valuterà onestamente la qualità degli altri blog, non esprimerà con sincerità le proprie opinioni riguardo prodotti commerciali, film, canzoni, libri o qualunque altra cosa; farà solo in modo di continuare a guadagnare dalle proprie parole nuovi like, condivisioni e apprezzamenti… o denaro, se si tratta di questo.

Dopotutto la sincerità può non piacere e può non coincidere con ciò che vuole il suo “pubblico”. E allora perchè non mentire? Perchè non dargli quello che vuole? Lui sarà contento e lo scrittore pure, perchè verrà giudicato positivamente per quello che sembra…
…ma non per quello che è.

Vale veramente la pena? E’ realmente soddisfacente ricevere simili ricompense per qualcosa che non riteniamo di per sè degno?-

Provo a prendere un’altro sorso della bevanda, ma mi accorgo che la punta del cucchiaino di cioccolato si è sciolta a causa del calore.

Getto allora ciò che resta del cucchiaino nella tazza, impugno il manico e bevo direttamente, scottandomi la lingua ma non in maniera tanto grave da dover smettere di sorseggiare.

Appagato, poso il recipiente mezzo vuoto sul tavolino e continuo.

-Sorprendentemente alcuni rispondono in maniera affermativa alla mia domanda.

Forse sono persone sole, insicure o contorte; o forse quello contorto sono io che non riesco ad accettare questa cosa.

Chissà, forse tutto quello che sto dicendo, e che per me ha senso, non ne ha per chi leggerà queste parole. Forse mi ritroverò con alcuni lettori insoddisfatti, offersi ed irritati da ciò che ho scritto e magari decideranno di comunicarmelo per mezzo di commenti.

Ebbene? Dove sta il problema?

Non c’è nessun problema, perchè un’altra funzione dei blog è questa: comunicare.

E non esiste comunicazione senza argomentazione.

Io sono felice quando qualcuno dei miei lettori mi dice che concorda con ciò che ho scritto, ma questo non mi porta a nulla di nuovo: non facciamo un solo passo in nessuna direzione perchè non c’è dialogo.

Invece, se si tratta di entrare in contrasto (ovviamente sempre nei limiti dell’educazione) ci si scambiano idee ed opinioni e si impara l’uno dall’altro.

Come ho detto prima, esiste l’opportunità di discutere con lo scrittore qui nei blog, a differenza che nei libri; non sfruttarla sarebbe assurdo.

Comunque il punto è questo: ho espresso la mia idea e l’ho difesa e valorizzata come merita.

Se si fosse trattato di un’idea altrui, cosa avrei potuto dire? Come avrei potuto argomentarla a dovere, se neppure io dentro di me sono dalla sua parte?

Non solo non è facile, ma è anche controproducente.-

Scarto il biscotto e lo immergo per metà nella tazza. 

Ne emerge ricoperto di cioccolata e mi affretto a dargli un morso prima che si raffreddi troppo.

Il gusto è delizioso, tanto che non posso trattenermi dall’immergerlo di nuovo e mangiarle tutto ciò che è rimasto in un boccone.

Mi rammarico di non averne ancora e, approfittando della distrazione di un altro cliente seduto al tavolo della discussione, rubo con un rapido gesto il suo biscotto.

Chi mi ha visto ride divertito, ma fingo di non farci caso e scarto anche questo biscotto.

Intanto, con la bocca ancora piena, riprendo il discorso mentre la povera vittima del furto si guarda attorno confusa alla ricerca del proprio dolcetto.

-Siamo quindi all’interno di un paradosso: in un luogo come internet, dove gli utenti possono essere sinceri ed onesti perchè non temono ripercussioni fisiche o psicologiche essendo in mezzo ad intangibili estranei, ci ritroviamo invece a contatto con meschini bugiardi.

Di chi possiamo fidarci in un simile contesto?

Apparentemente, di nessuno: chiunque potrebbe essere un fantoccio, un utente gestito ad arte per apparire come tutti gli altri il cui solo fine è ottenere approvazioni a qualunque costo.

In realtà esistono alcuni trucchetti che possono aiutarci.

Prima di tutto, come evidenziato da altri a questo tavolo, il numero dei followers è un indizio. Solitamente chi ne ha pochi non ha motivo di nascondersi poichè non è influenzato dai pareri del pubblico.
Tuttavia esistono anche coloro che, in questa maniera, hanno accumulato una cospicua schiera di fan; in questo caso per distinguerli da quelli che ora definisco burattinai possiamo affidarci al nostro intuito, ma anche all’analisi degli argomenti trattati: sono di attualità? Sono quelli trattati dai media? Sono la notizia sulla cresta dell’onda? O si tratta invece di oggetti coerenti con gli obbiettivi proposti dal blog, magari vecchi o di natura personale?
In questi ultimi casi abbiamo quasi sicuramente a che fare con un blogger onesto che tratta di ciò che interessa A LUI e non AGLI ALTRI, che condivide i propri pensieri ed esperienze personali e non quelle di altri individui, che valuta senza timore di essere criticato gli oggetti della sua attenzione e non loda ciò che viene più condiviso dalle masse.

Insomma, l’anticonformismo aiuta.

Purtroppo talvolta non è sufficiente e si incappa in persone false capaci di mascherare per bene la loro natura.

In tali situazioni c’è ben poco da fare: o si percepisce l’assenza di convinzione nelle loro parole o si cade vittima della loro ragnatela di parole e ci si convince che ciò che dicono è frutto di elaborazione personale e non altrui.

E’ il caso di autori che “si fanno pubblicità a vicenda”.

La nostra Chiara è incappata in qualcuno di loro, dico bene?
Fortuna che non fa parte della “campagna scambi” e ha subito rifiutato una proposta del genere… urrà!-

Sollevo la tazza e ingurgito con avidità tutta la cioccolata rimasta, ormai tiepida. 

Mi lecco le labbra soddisfatto, poi prendo una salviettina e le pulisco accuratamente.

-Ormai il monologo giunge al termine ed è meglio così, perchè mi sembra di essere il classico vecchietto che parla tanto ma non dice nulla.

Voglio solo affrontare un ultimo punto prima di lasciare la parola agli altri: il caso degli amici.

Capita che scrivendo sui blog si conoscano persone simpatiche e ci si affezioni a loro. Da questi legami facilmente si finisce con il mettere i soliti like a tutto quello che dicono e valorizzare tutto quello che fanno, anche quando in realtà non condividiamo ciò che scrivono oppure pensiamo che la loro argomentazione non sia valida o, magari addirittura scadente.

Cosa fare? Mentire loro per fargli piacere o dire la verità e rischiare di ferirli?

Non me la sento di dire che la prima sia l’unica risposta corretta perchè io stesso sono caduto talvolta nella trappola del “mi sta simpatico, non voglio farlo soffrire”. Tuttavia non facciamo loro un favore impedendogli di migliorare e facciamo del male anche a noi stessi, prendendo l’abitudine di agire in questo modo ogni volta che ve n’è l’occasione.

L’ideale sarebbe trovare il modo di esprimere sinceramente la propria opinione in maniera delicata, ma spesso i nostri sentimenti sono un freno.

Non ascoltandoli, però, rischiamo di cadere dal lato opposto e, con un eccesso di onestà, continuare a minimizzare i risultati ottenuti da un blogger nostro amico continuando ad evidenziare i difetti o gli errori, talvolta trascurabili.

Come sempre esistono le mezze misure, che sono a discrezione di chi le usa.

Basta, ho finito.

Probabilmente sono pure andato fuori tema, mi sono ripetuto e ho persino detto qualche idiozia.

Ma siamo in un blog e siete liberi di farmelo notare.

Ecco, è il vostro turno, fatevi sotto.-

Dette queste parole mi posiziono meglio sulla mia sedia, poggiandomi sullo schienale e incrociando le braccia in attesa di sentir parlare gli altri invitati alla discussione.

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8 thoughts on “Risposta al Tema: Io Dico la Mia. E Tu?

  1. pantufl90 ha detto:

    Quando leggo gli articoli come il tuo, mi verrebbe voglia di realizzare un caffè letterario a settimana e non a mese XD
    Hai affrontato anche un problema ulteriore: i like fra amici. Arduo, arduo davvero :-/
    P.s. Sul bancone del bar ci sono biscottini in grande quantità ^_^ XD
    Grazie per il tuo intervento ^_^

    • Ahah, non riuscirei a starti dietro se ci fosse un evento come questo a settimana! E poi mi abbufferei di cioccolata…
      A tal proposito, grazie per i biscotti!

      Comunque sì, hai proprio ragione, è un tema arduo. Per questo non ho approfondito troppo, non saprei come concluderlo.

      Complimenti per il Caffè Letterario, è anche questa volta molto interessante!

  2. Sulla rete di informazioni ce ne sono tantissime, ed è l’utente che deve distinguere. L’etica del blogger è una bella cosa, come quella del giornalista, temo che se ne potrebbe parlare molto a lungo, ma è sempre un piacere leggere che ci sono persone che si pongono il problema

  3. The Butcher ha detto:

    Mi è sembrato quasi di leggere un tesi riguardo questo argomento. Che poi non ti sei soffermato solo sui problemi elencati nel Caffé ma ce ne hai mostrati degli altri che non sono stati detti.
    Ottimo lavoro!

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