Risposta al Tema: Babbo Natale ti Scrivo

E’ di nuovo giunto il momento di fare un salto al caffè letterario.

Mi accorgo subito che questa volta c’è qualcosa di diverso: persone vestite da elfi (non quelli della Terra di Mezzo e neppure quelli di Tamriel) sostano davanti alla porta in attesa di clienti.

Convinto di avere a che fare con i soliti volantinaggi di sette religiose o petizioni contro la droga, la vivisezione (???) degli animali o altre scuse per placcarmi, cerco di farmi scudo con il corpo di un uomo che, come me, è intenzionato ad entrare; purtroppo e per fortuna il mio piano fallisce e scopro di avere a che fare con operatori del locale intenti ad offrire cappellini natalizi e… biscotti!

Accetto dunque con gioia gli inaspettati e deliziosi doni ed indosso subito il cappellino, ignorando la sensazione di ridicolaggine che mi avvolge.

Il bar è affollato (classico natalizio) ma per mia fortuna qualcuno si sta alzando e trovo quindi subito una sedia tutta per me.

Noto che al centro del tavolo è posto un alberello con tanto di decorazioni proporzionate e non posso resistere all’impulso di far ondeggiare palline e campanelle, cosa che smetto di fare solo dopo aver fatto cadere una delle prime sul pavimento e averla osservata con orrore rimbalzare via, lontano da me, tra le gambe di alcune ragazze e la stampella di un anziano signore per poi finire in frantumi sotto la pesante suola di un ragazzo paonazzo, forse per il caldo o forse per la vista delle suddette ragazze.

Un cameriere mi si avvicina ed io, con aria colpevole, mi preparo a difendermi ma mi domanda solamente -Prego, cosa desidera?-

-Ehm… che avete di buono?-

Il ragazzo alza un sopracciglio, probabilmente cogliendo l’assurdità di una simile domanda, e mi risponde -Abbiamo per un periodo limitato scaldatelli e cartellate.-

Non conoscendo il significato di questi termini, opto per gli ultimi e spero in bene.

-E da bere?-

-Niente grazie, mi fermo poco.-

Il cameriere se ne và e torno ad osservare l’alberello, pensieroso.

Il natale non mi prende. 

Non mi interessano le decorazioni, non avverto l’atmosfera natalizia e non sento il bisogno di fare regali.
Al contrario, spero di riceverne il meno possibile per evitare le situazioni di disagio che ne conseguono, quale l’imbarazzo quando non so come contraccambiare il gesto ed il balbettio sconnesso scoprendo che si tratta di qualcosa di inutile o, peggio, di un paio di calzini.

Già, i calzini, incubo di tanti bambini (che rima povera…) delusi quando si ritrovano tra le mani questi ed altri capi di vestiario; non si gioca con le mutande! O, per essere più corretti, non durante l’infanzia e, anche in seguito, non da soli.

Scenette erotiche a parte, sono certo di essere un caso estremo, non tanto distante dal Grinch e sicuramente opposto a quelle persone convinte che con l’avvicinarsi del 25 Dicembre si debba essere tutti più buoni.

Questa cosa non l’ho mai capita: per quale motivo dovrei comportarmi meglio solo a Natale? Lo trovo un comportamento ipocrita ed insensato e se ha qualcosa a che fare con Babbo Natale sicuramente il vecchio panzone non misura la gentilezza solamente l’ultima settimana prima di caricare i pacchi sulla slitta o voglio ben vedere come fa a compensare l’aumento esponenziale di bravi bambini… che poi non sono i bambini ad insistere con questa isteria di massa del “fai il bravo, è Natale” ma gli adulti, i quali neppure credono all’omone vestito di rosso!

E a tal proposito, scorgo dietro l’alberello da tavolo un volantino con l’argomento di questo mese del Caffè Letterario: Babbo Natale ti Scrivo.

Non faccio in tempo a finire di leggere che finalmente il cameriere arriva.

-Scusi il ritardo, c’è il pienone oggi!-

-Oh, non si preoccupi. Grazie.-

Accolgo con sospetto il nuovo arrivato, un dolcetto solcato da tortuose strisce di pasta e dall’aspetto unto; è dorato, dall’aspetto croccante e, soprattutto, molto profumato.

Con un piccolo morso assaggio il biscotto e scopro che il sapore, misto di numerose sostanze dolci che non riesco a distinguere ma tra le quali spicca la cannella, non è affatto male.

Mi gusto quindi il preparato e poi mi dedico all’argomento di oggi.

-Sono molti anni che non scrivo una lettera a Babbo Natale e non credo proprio che oggi tornerò a farlo.

Dopotutto è (ALLARME SPOILER) una creatura immaginaria e, come ogni altro suo simile, non può fare niente se non all’interno della mente di chi crede in essa.

Io non ci credo, dunque non avrebbe senso.

Tuttavia, anche se ci credessi, non saprei cosa chiedergli.

Da piccolo gli chiedevo immancabilmente dei Lego o dei giochi per il Game Boy, ma adesso i primi mi hanno stufato ed i secondi… beh, diciamo che questo non è il mese migliore per dedicarmi al gaming. Gli altri universitari sanno bene di che parlo…

In ogni caso altri oggetti materiali non mi vengono in mente.
Sono a posto, per quanto riguarda le “cose”.

Ho sentito comunque altre persone domandare all’uomo rosso cose immateriali, che il più delle volte sono miracoli: bimbi dei film che chiedono di rendere veri peluches, o di far parlare il proprio cane, o ancora di vivere in un’altra famiglia o addirittura di far tornare in vita persone defunte…

A parte che non mi risulta abbia simili poteri (altrimenti avrebbe un culto tutto suo in qualche luogo adeguato), non capisco come mai dovrebbe realizzare simili cose ogni anno.

Cioè, quanti altri film sulla “magia del natale” dobbiamo girare prima di capire che tutto questo non sta in piedi? (ce lo insegna Una Settimana da Dio)

Insomma, al barbuto non me la sentirei di domandare assurdità, avendo avuto fino ad ora con lui un rapporto strettamente economico.

Tolte le “cose” e i “miracoli” cosa rimane?

Niente. Solo il Natale.

Esatto, perché questa rimane comunque una festività che riunisce parenti di ogni sorta attorno ad una tavolata (nel mio caso, figlio di figli unici, le dimensioni sono pure modeste).

Certo, la gioia di rivedere la zia ficcanaso di turno non è paragonabile a quella dello scartare il pacco contenente il nuovo CoD della stagione, ma in realtà in questo consiste questo giorno.

Questo e le canzoncine cantate dai bambini che tanto odio.-

Mi interrompo un istante per constatare che sì, in effetti sono proprio il Grinch, e riprendo.

-Dopo aver esposto i miei pensieri sulla festa dei Nonsochi arrivo al punto: non posso e non voglio chiedere nulla a Babbo Natale e spero che questo mio gesto non risulti offensivo a chi ha organizzato questo evento a tema.

Io sono qui perchè mi piace il locale e la gente che lo frequenta e dunque resterò in ascolto dei desideri degli altri blogger riuniti sotto questo tetto, nella speranza di non aver intaccato i loro piacevoli pensieri con il mio malumore da uomo verde.-

(forse potevo evitare un post così lungo per non dire nulla… ma chissene, la voglia di scrivere non ha freni anche quando ciancia sul nulla di fatto!

E poi è Natale, mi perdonerete questo post.)

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4 thoughts on “Risposta al Tema: Babbo Natale ti Scrivo

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