Nostalgia – Il Cuore delle Carte

 

yugioh pokemon magic

Questo è il primo episodio di una serie di post dedicati al dolce malessere che ultimamente affligge il mio animo: la nostalgia.

Inizialmente doveva essere un unico articolo, ma poi ho avuto la geniale intuizione (come spesso mi capita quando sono in bagno) di dividerlo in più parti per non renderlo troppo lungo e pesante. Nessun riferimento a eventi passati…

Cominciamo dunque a discutere dell’argomento al quale è dedicato il post di oggi: le carte collezionabili.

Cosa vi viene in mente? Yu-Gi-Oh? Magic? Pokémon?
Sono molti i titoli che rientrano in questa categoria e ognuno di noi ha nel suo cuore un posticino dedicato a loro.

Eppure esistono persone che non hanno un’idea chiara della faccenda (… seriamente?) e dunque procediamo con ordine.

Che cosa sono?

Un po’ come le figurine, sono oggetti acquistabili in edicola/fumetteria e che possono essere collezionati, ma si differenziano per il loro principale utilizzo: il giuoco.

Generalmente sono suddivise in categorie, ad esempio carte mostro, ad effetto, potenziamenti, energia e via così. Ogni gioco ha le sue suddivisioni ma in linea di massima l’obiettivo è lo stesso: azzerare i punti vita dell’avversario.

Fatta questa breve introduzione, immergiamoci nel mondo che più di tutti mi ha coinvolto e, sono sicuro, conoscete per esperienza diretta tutti voi: Yu-Gi-Oh.

YU-GI-OH

Ho aperto il mio primo pacchetto alle elementari. Ovviamente non avevo la minima idea di come si giocasse e quindi tutto ciò che facevo era accumulare carte alla ricerca di quelle con i valori numerici più alti.

Infatti le carte di Yugi sono divise in tre tipologie:

  • Mostro
  • Magia
  • Trappola

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Quelle mostro possiedono tutte dei valori di Attacco e Difesa, mentre le magie e trappola si differenziano per la continuità o per il momento di utilizzo.

Basandoci su questo, io e i miei compagni di scuola ci fronteggiavamo in cortile sfoderando mazzi di carte scritti prevalentemente in inglese (ancora non erano state tradotte) e inventandoci effetti e significati in relazione alle immagini. Di conseguenza non deve stupire che a vincere fosse quello con il buco nero nel mazzo.

Giunto alle medie (e complici la serie animata e le carte tradotte in italiano) ho cominciato a comprendere la struttura del gioco e a partecipare alle mie prime, vere sfide. Ogni giocatore aveva il suo deck e i combattimenti avvenivano con il fiato sul collo di amici e conoscenti pronti a spifferare quale carta trappola era stata posizionata e cosa possedeva in mano l’avversario. Il ban era una parola dal significato oscuro e dunque ancora una volta a vincere era chi possedeva un buco nero… o anche più di uno.

Anni stupendi ho trascorso lottando al parco con i miei compagni, scambiando carte e migliorando dopo ogni duello il mio deck.

A proposito, non ricordo qual è stato il mio primo vero mazzo di carte ma so bene quale è stato quello a cui mi sono affezionato di più: Trionfo del Guerriero, personalizzato in maniera sofisticata per ridurne le debolezze e potenziarne l’efficacia.

Ero diventato piuttosto forte, a sufficienza da contrastare i possessori di Draghi Armati e incantatori oscuri e lo sono rimasto sino a quando un maledetto ladruncolo non si è appropriato delle mie carte migliori, compreso Gilford la Leggenda, carta principale e più rara (se mai scoprirò chi è stato lo getterò in un buco trappola e lo lascerò a marcire alla stessa maniera della sua anima!).

Quanta rabbia e frustrazione nel dover ricominciare la scalata raccattando carte decenti tra gli infiniti pacchetti contenenti niubbate o doppie!

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Il raccoglitore delle carte rare, i deck, le scatole… e al centro le tre divinità!

C’è voluto un pezzo, ma infine sono riuscito a formarne uno nuovo e migliorato: il deck Sei Samurai. Ho fatto fatica a mettere insieme abbastanza samurai, ma ne è valsa la pena perchè sono tornato ad essere un buon duellante.

E’ stato un gran bel periodo quello trascorso con Yugi, ma come ogni bella cosa doveva finire. E’ successo intorno al primo anno di superiori, quando sia io che i miei amici abbiamo messo da parte le carte per dedicarci ad altro. Oh, non allo studio, state tranquilli; ne parlerò più avanti.

L’abbandono per alcuni è stato graduale, terminato con la deposizione in un armadio o in un cassetto del fidato deck, mentre per altri è stato un vero proprio trauma: la cessione delle proprio carte, regalandole o mettendole in palio in un ultimo grande torneo. E con questo una parte della loro vita è andata perduta.

Per quanto mi riguarda custodisco ancora gelosamente tutte le mie carte e, di recente, un nuovo amico conosciuto all’università ha portato, un po’ per scherzo, due mazzi e mi ha sfidato.

Una vecchia scimmia di nome Bazoo mi è salita sul groppone e, in preda all’euforia, non appena a casa ho ripreso in mano le antiche compagnie e mi sono concesso di fare qualche incauto acquisto per completare una volta per tutte il meraviglioso deck Sei Samurai, tramonto di un’era felice e ricordo prezioso della vita prima dello studio.

Ecco il risultato.

Le carte principali del mio deck Sei Samurai. Le altre sono Top Secret!

Rispondo subito alla domanda: no, non me ne pento. Anzi, se ci fosse qualcuno disposto mi rimetterei subito a duellare ma fino ad ora nessuno ha raccolto la mia sfida.

Piccola curiosità: nel mio primo pacchetto c’era una gamba di Exodia, andata perduta nel tempo in non so quale orrendo modo; forse nella crisi del thè alle elementari, quando mi è esploso nello zaino un Beltè che ha devastato tutte le mie carte. Orrore!

Pokémon

Questa collezione risale ancora prima a quella di Yu-Gi-Oh. Il successo dei cartoni animati e l’incontro con la mia prima cartuccia (il leggendario Pokémon Argento) mi hanno spinto a ricercare, subito dopo la raccolta di figurine del buon vecchio album, i pacchetti di carte.

Carta dopo carta ho ampliato la mia collezione, aggiungendo carte rare, foil e super rare. La mia fame era insaziabile e ogni occasione era buona per acquistare un nuovo pacchetto.

“Andiamo a fare una camminata?”

“Non voglio!”

“Passiamo davanti all’edicola…”

“Dove sono le mie scarpe?”

Il mercato era immenso e gli scambi avvenivano ad ogni angolo della strada e ad ogni ora: prima di scuola, durante la ricreazione, dopo scuola, nel pomeriggio al parco, la sera dopo cena…

E c’era ovviamente il momento dello scontro, quando tutte le tue bellezze erano schierate per abbattere l’avversario con la potenza del fuoco e del tuono.

Tutto questo nella totale ignoranza delle regole di gioco, come da convenzione. Dopotutto nessuno sapeva, sa e mai saprà come si svolge un regolare duello con le carte dei Pokémon e a cosa accidenti servano le stramaledette migliaia di carte energia (anche se ho il lieve sentore che servano ad alimentare qualcosa…).

Potete facilmente immaginare chi si assicurava la vittoria: il possessore del maestoso Charizard, carta che ancora molti uomini sognano con lussuria… e che un giorno possiederanno, sia esso l’ultimo della loro vita. E non parlo di me, io preferivo preferisco Dragonite!

Proprio come le carte di Yugi, custodisco tutta la mia antica collezione in un luogo sicuro che non vi rivelerò… non si sa mai!

Altra curiosità: la mia prima carta è stata Dark Arbok del deck Team Rocket 2 e ancora la possiedo, come potete vedere dalla foto.

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Alcune tra le carte migliori e l’album di figurine

 

Bene, ho detto tutto.

Mi spiace deludere gli amanti del favoloso mondo di Magic, ma non ho mai posseduto neppure una carta.
Ai miei tempi (… che frase orribile con cui iniziare…) era un gioco per i “grandi” e sono rimasto fermo a Yugi, non avendo avuto un maestro disposto ad inoltrarmi nel nerdoso e costoso ambiente dell’Adunanza.

Potrei cominciare ora, che dite?

… tranquilli, scherzo.
Sono troppo vecchio per queste cose.

 

E’ il vostro turno. Pescate una carta e ditemi: qual è stato il gioco che ha dominato la vostra infanzia? E quale carta ancora custodite con gelosia nel vostro portafogli o nella cassaforte?

Fatevi avanti e dite la vostra!

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8 pensieri su “Nostalgia – Il Cuore delle Carte

  1. Magic è stato il mio primo gioco ho iniziato alle medie e mi ha accompagnato fino alla fine delle superiori.
    Iniziato e venduto tutto per ben tre volte. Una droga dalla quale solo la xxxx mi ha saputo curare.
    Oggi dopo vent’anni ho così nostalgia di quel gioco che ogni volta che esce un LCG della fantasy flight e non riesco a non comparlo. Peccato che non trovi mai nessuno con cui giocare! 😀

    • Venduto tutto tre volte? Che pazzia!
      Hai ragione, quelle carte sono una droga. Quelle lucide, scintillanti, elaborate, splendide, potenti carte… uhuh…
      Se ho capito bene cos’è un LCG allora ne ho uno anch’io, del Signore degli Anelli, ma non ho ancora avuto modo di giocarci… e sono già passati due mesi!

  2. umanoalieno ha detto:

    Magic è un “sempreverde” dei giochi di carte e, secondo me, nessuno riuscirà MAI a batterlo e farlo passare di moda (anche se, ammetto, stanno peggiorando).
    Pokèmon lo avrò sempre nel cuore (Snorlax the best! XD) ma, anche li, stanno creando i mostri (perchè si, esiste ancora)
    Yugi mi piaceva ma, da dopo le tre divinità egizie… diciamo che non l’ho più considerato un gioco “serio” (idem per l’anime).
    Continuerei a collezionare carte, lo ammetto, ma… tra mancanza di soldi, di sfidanti e di voglia… Diciamo che, come scusa, vivo meglio, senza rosicare XD
    E, se non si era capito, il mio mazzo, di Pokèmon, era incolore XD

    • A quanto pare sono l’unico che non ha mai giocato a Magic! Probabilmente è un pezzo di esistenza che rimpiangerò sempre…
      In effetti Yugi adesso è impraticabile e le carte sono così diverse per struttura e potenza che un vecchio deck come il mio non resisterebbe neppure cinque turni. Eh vabbè, l’evoluzione procede e i fossili rimangono sotto terra. Sono vecchio!
      Mazzo incolore? Mi stupisci, alieno! Sono pochissimi gli amanti del tipo normale.

      • umanoalieno ha detto:

        Mi piaceva la resistenza agli psico (anche se me le davano da morire lo stesso… sai, mr.mime+energia pozione+energia cura totale…) amavo snorlax e, in aggiunta, avevo carte simpatiche (come un eevee promo che, come potere pokèmon, aveva un semplice “cerca nel mazzo una evoluzione di eevee e mettila qua sopra”. Avevo messo, nel mazzo, un Umbreon (amore a prima vista con la carta). e, oltre a questa chicca, avevo un (strano ma vero) un ho-oh incolore. sbriciolava tutti ma, ovviamente, andava preparato)

        • Aspetta, aspetta, aspetta: vuoi dirmi che sai giocare con le carte dei Pokémon? Wohoa!
          Ora mi hai capovolto l’esistenza… sei il primo essere vivente che incontro capace di usare quelle carte!
          E poi questa storia dell’Ho-Oh incolore… wow!

          • umanoalieno ha detto:

            Compravo i TCG più per giocare che per collezionare 🙂 Giocavo da quando ancora c’era il bollino “prima edizione” sul primo set base 🙂 e come gioco era veramente ben costruito. Amai pokemon e il suo stile, completamente diverso da Magic ma dalla stessa casa editrice (wizard of The coast ) e con gli attributi per sfondare (pokemon ha ancora i suoi tornei mondiali, di solito giocati insieme ai mondiali del gioco della Nintendo ).
            Ho-oh incolore era strano ma, chicca, aveva la debolezza acqua (giustamente). Attaccava con 4 incolori e faceva 40+(10xenergie base sulla carta).
            Bei tempi, quelli 🙂

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