Caffè, Cervelli e…

In questo periodo sono veramente molto impegnato con lo studio. Il boss del 2° anno livello mi attende e non credo di avere un equip adatto per affrontarlo; per mia fortuna ho una vita extra che posso usare in caso di sconfitta.

La preparazione prevede molte ore di studio, una pila di libri dal peso tremendo e un fiume di caffè. A proposito, vi ho mai parlato della mia relazione perversa con la suddetta sostanza? No? Beh, allora rimedio all’istante.

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Da molto tempo mi sono reso conto di essere un po’ abbastanza piuttosto alquanto estremamente sensibile alla caffeina, il principio attivo dell’oscura bevanda. I sintomi comportano tachicardia, iperattività, motilità intestinale (bleah), ansia e, raramente, rallentamento della realtà (questa a voce non riesco a dirla), nota anche come Sindrome di Philip J. Fry.

Ovviamente tutto questo porterebbe una persona normale a dire: “Caffè? No grazie, preferisco un tè caldo.”

Errore! Tremendo errore! Prima di tutto perché anche nell’infuso sovracitato è presente una quantità, seppur minore, di caffeina sotto il falso nome di teina (questi agenti in borghese sono ovunque); inoltre non sono una persona normale e, anche se giurassi sui nove divini di non toccarne più neppure un goccio, nel giro di 24 ore avrei già tra le mani un’altra dose.

Ma posso smettere quando voglio!

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Bionde, Videocassette ed Orsi Polari

Buonasera WordPress. Prima di tutto vi prego di scusarmi per questa forte presa di posizione: come molti di voi, io apprezzo il benessere della routine quotidiana, la sicurezza di ciò che è familiare, la tranquillità della ripetizione; ne godo quanto chiunque altro, V compreso.

E allora perché diavolo le cose cambiano???

Non riesco a percepire come positiva una modifica del ripetitivo scorrere degli eventi, o almeno stento a farlo. Amo le piccole cose come il bicchiere di succo la mattina, seduto fuori in giardino guardando il cielo; la serie tv dopo pranzo, in camera mia, in attesa di digerire e dedicarmi ad altre faccende; il film la sera nel mio piccolo regno, alternato nei periodi universitari dalla vecchia, sana lettura a casa-studio.

Questo non vuol dire che ogni tanto io non possa accettare un’eccezione o un mutamento occasionale; il più delle volte dopo tale evento le cose tornano alla normalità oppure, più raramente, si integra nel naturale scorrere dell’essere, tornando ad essere un ciclo.

Ma certe cose proprio non posso sopportarle e l’idea di doverci convivere mi causa stress, fastidio e malessere.

A cosa mi riferisco?

A Kaley Cuoco, ovvero Penny di Big Bang Theory, con i capelli corti!

(no, non l’ho scoperto oggi, state buoni! Ci stavo ripensando mentre finivo l’8 stagione…)

Perché mai dopo ben sette stagioni di Penny-biondona deve ridursi così? Sofferenza, sofferenza profonda.

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Quella è proprio l’espressione giusta

“Scherzi” a parte Continua a leggere

L’Epicità del Signore degli Anelli

Nel mondo del cinema si trova un po’ di tutto: film belli, film brutti, film che fanno i rutti! (cit.)

Ovviamente il gusto personale la fa da padrone per guanto riguarda la bellezza soggettiva di un film essendo bello ciò che piace e tutte quelle menate lì su questo non ci piove.

Tuttavia i film che meritano di essere chiamati capolavori sono pochi e vengono eletti a gran voce da un pubblico entusiasta nelle sale, fuori dai cinema e dietro ai computer, al bar e in salotto, in spiaggia e in montagna. Si tratta di pellicole elaborate, originali, realizzate con passione e meticolosità sia dal cast che dalla regia e scritte da sceneggiatori geniali o, perlomeno, dalle capacità ben sopra la media.
Mi riferisco a meraviglie che rimangono impresse nella storia, come Blade Runner, Full Metal Jacket, Balla coi Lupi, Forrest Gump, Il Padrino e via così; insomma, niente schifezze commerciali che, nonostante il loro scarso valore, arrivano in cima alle classifiche delle vendite perchè lo spettatore medio è un imbecille privo di un adeguato gusto estetico… ma questa è un’altra storia!

Tornando al tema, tra queste piccole scintillanti gemme si possono distinguere film dotati di una particolare caratteristica che io ammiro molto e ricerco con fervore: l’epicità.

Oh, sì, ne ho già parlato in passato in qualche articolo e una delle opere in questione era proprio quella di cui voglio discutere oggi: Il Signore degli Anelli.

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Londra o, meglio, la Città del Caos

Forse ormai l’ho ripetuto abbastanza volte da convincervene, ma meglio dirlo e ribadirlo: non mi piacciono i luoghi affollati, così come non mi piace la gente.

Questa premessa è importante per darvi fin da subito un’idea del mio stato d’animo quando, qualche settimana fa, mi sono ritrovato quasi all’improvviso (titolo di ricambio per il post) nel mezzo dell’uggiosa Londra.

Ma com’è possibile che io, un povero nerd da sottoscala, sia finito lassù nel freddo nord?

Ebbene, amici miei, come tutti i comuni mortali anche a me, ogni tanto, viene voglia di fare una vacanza. Di solito opto per i weekend in montagna o qualche giornata al mare ma, viste le circostanze avverse e il pericolo di trascorrere l’estate a casa come l’anno scorso, ho accettato la proposta di mia sorella e sono partito in breve per la Gran Bretagna.

Nei cinque giorni trascorsi con la rompipalle simpaticona ho avuto modo di consumare per benino le suole delle mie scarpe e di visitare il British Museum, il Museo di Storia Naturale, la National Gallery, il Museo della Scienza… accidenti, ho perso il conto di quanti ne ho passati!

Inoltre sono stato allo zoo e all’acquario, mi sono fatto un giretto nel Dungeon (dove invece di troll e falmer c’erano assassini e congiuratori) e ho riflettuto sulla fragilità della vita umana mentre il London Eye svolgeva il suo lento percorso circolare.

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Foto scattata in un (breve) momento di coraggio

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