Londra o, meglio, la Città del Caos

Forse ormai l’ho ripetuto abbastanza volte da convincervene, ma meglio dirlo e ribadirlo: non mi piacciono i luoghi affollati, così come non mi piace la gente.

Questa premessa è importante per darvi fin da subito un’idea del mio stato d’animo quando, qualche settimana fa, mi sono ritrovato quasi all’improvviso (titolo di ricambio per il post) nel mezzo dell’uggiosa Londra.

Ma com’è possibile che io, un povero nerd da sottoscala, sia finito lassù nel freddo nord?

Ebbene, amici miei, come tutti i comuni mortali anche a me, ogni tanto, viene voglia di fare una vacanza. Di solito opto per i weekend in montagna o qualche giornata al mare ma, viste le circostanze avverse e il pericolo di trascorrere l’estate a casa come l’anno scorso, ho accettato la proposta di mia sorella e sono partito in breve per la Gran Bretagna.

Nei cinque giorni trascorsi con la rompipalle simpaticona ho avuto modo di consumare per benino le suole delle mie scarpe e di visitare il British Museum, il Museo di Storia Naturale, la National Gallery, il Museo della Scienza… accidenti, ho perso il conto di quanti ne ho passati!

Inoltre sono stato allo zoo e all’acquario, mi sono fatto un giretto nel Dungeon (dove invece di troll e falmer c’erano assassini e congiuratori) e ho riflettuto sulla fragilità della vita umana mentre il London Eye svolgeva il suo lento percorso circolare.

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Foto scattata in un (breve) momento di coraggio

Insomma, ho visitato tutto il visitabile nei cinque giorni a mia disposizione!

Mi sono divertito, lo ammetto, e ho scoperto una cosa molto importante delle metropoli: si vive benissimo anche senza conoscere una sola parola inglese.
Ovviamente non è il mio caso, che crescendo a pane e videogames ne conosco alcune molto interessanti (ed altre un po’ volgari…); quello che voglio dire è che il numero di italiani trovati all’interno dei musei, in attesa alla fermata del bus, a servire nei fast food e, soprattutto, ad urlare in mezzo alla strada per richiamare i propri compagni di viaggio mettendo ben bene in evidenza i variopinti accenti dello stivale era, se non uguale, almeno strettamente paragonabile a quello di una qualsiasi città della madrepatria… praticamente non mi sono mosso da qui!

Ma non c’erano solo italiani, bensì anche francesi, tedeschi, spagnoli, portoghesi, indiani, americani, svedesi e tanti, tantissimi, tantissimissimi (lim x-> +∞) cinesi. Non pensavo di poterne vedere tanti in una volta sola senza andare in Cina e, a dirla tutta, quando ho scoperto che esiste una China Town a Londra ho avuto il terrore di scoprire il vero significato di massa critica.
Per quanto riguarda gli inglesi ne ho visto due o forse tre, ma non sono sicuro fossero del posto… probabilmente erano provinciali in visita alla capitale, un po’ come da noi per Roma.

La domanda sorge spontanea: dove sono i Londinesi? Di sicuro non a Londra…

Avrei voluto chiederlo a LaTandi (che si è dimenticata di me!), ma purtroppo non sono riuscito a trovare né lei né il grazioso negozio di divise scolastiche in cui lavora… sarà per la prossima volta!

Scherzo, io a Londra non ci tornerò mai più. Troppa gente, troppo rumore e a dir poco troppi fast food. Un povero turista come me, deciso a provare il cibo del posto, si è dovuto accontentare di panini da Subway e (costosissimo) cibo italiano; dopotutto la metà nei locali propone di vendere leccornie della bella Italia. Chissà cosa mangiavano gli indigeni prima del nostro arrivo…

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Almeno una sera in cui gironzolavo per conto mio (mia sorella ha voluto a tutti i costi sorbirsi un musical) sono riuscito a trovare un pub all’inglese abbastanza invitante da convincermi ad entrare, sedermi ad un angolo, ordinare una birra (per i buongustai era una ale bitter chiara) e assaggiare il fish and chips senza rimanerne deluso. Ci sono rimasto qualche ora leggendo il primo libro di Harry Potter in inglese, comprato il giorno stesso per l’occasione, e ho avuto modo di scoprire che non è affatto difficile da leggere.
Ovviamente il cameriere era italiano.

Il riassunto è quasi finito, tenete duro!

Ho nominato HP per un motivo: mentre mi avventuravo tra i vicoli della caotica città sono incappato nel Paiolo Magico e, non chiedetemi come, sono finito a Diagon Alley!

Del resto dovevo farci un salto prima di Settembre, altrimenti col cavolo che andrò ad Hogwarts. Ho fatto shopping qua e là, ho ammirato le scope da corsa, mi sono tenuto alla larga da Nocturne Alley ed infine sono stato… da Ollivander!

Vi lascio immaginare quale stupenda bacchetta mi sono portato a casa. Anzi, no, ve la faccio vedere: voilà!

20150731_120543 - Copia

*Colonna sonoro in sottofondo*

Che ne pensate? Splendida, non è vero?

Cosa? Ha un’aria familiare? Ehm, in effetti è possibile… potrebbe essere quella di qualcun altro, ma non posso dire il nome. Non credo nemmeno sia necessario, perchè i veri Potterhead l’avranno già riconosciuta… non è vero?

Insomma, ho fatto tante belle esperienze e ora per un pezzo sono a posto. Meglio così, perchè mi aspetta una montagna di libri da studiare!

Magari vedo di non smaterializzarmi, che il blog senza di me non procede. Non per il momento, almeno.
A dirla tutta sono rimasto indietro con il programma, quindi nei prossimi giorni cercherò di recuperare…

A presto!

Fatto il Misfatto

 

Curiosità: avrei dovuto scrivere un articolo di anticipazione prima di partire ed il titolo sarebbe dovuto essere London Calling.
Altra curiosità: sto copiando Wikipedia.
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22 pensieri su “Londra o, meglio, la Città del Caos

  1. I londinesi non vivono più a Londra da decenni, tant’è che quando andai a fare un corso di inglese lì l’insegnante ci disse se volete imparare inglese andate su a Nord (nord dell’Inghilterra, obviously, perché in Scozia parlano un inglese che sembra bergamasco!)

    • Effettivamente è proibitiva. Poveracci, sfrattati dalle loro case e costretti ad andarsene al freddo, verso Nord…

      No, non avevo la minima idea della sua esistenza! Ma se anche lo avessi saputo non avrei potuto visitarlo in quanto ho a malapena visto quello che ho visto correndo di qua e di là tutto il giorno. Ho dovuto rinunciare a tanti bei posti come Greenwich…
      Tu sì? Ci sono tante belle cose?

      • No, io mai stata a Londra, ma a casa di mia moglie ci sono dei fascicoli un po’ ingialliti che suo padre comprò, da ragazzino, quando andò lì: roba sulla Grande Guerra (per i rosbif WWI) con foto d’epoca

        • Sembra interessantissimo! Apprezzo tutto ciò che riguarda i grandi eventi del passato e, in effetti, mi sarebbe piaciuto visitare questo museo… peccato!

  2. FACCIO SCHIFO. Mi sono ricordata di rispondere tipo 10 giorni fa, ma vedo che era comunque in ritardo.. scusami 😭

    Pure io odio la Gente, ma basta evitare il centro per vivere (abbastanza, non vorrei esagerare) felici!

    • Non preoccuparti, non me la sono presa!
      *sorrisetto inquietante con occhi scintillanti*

      Dici davvero? Grande! A saperlo visitavo Londra evitando accuratamente il centro! Ahah!

      Riguardo ai londinesi non ho dubbi che dici il vero… specie protetta!

  3. Io vorrei tanto visitarla Londra! Certo dovrei avere molta pazienza visto l’enorme quantità di umani presenti lì, ma posso sopportare!
    E comunque non credo che tu abbia evitato Nocturne Alley! Sono sicuro che la curiosità abbia vinto sulla sicurezza.

    • Devi davvero stringere i denti per passare sui marciapiedi affollati senza iniziare a urlare, spingere e metterti in un angolino con gli occhi chiusi sussurrando “sono al sicuro nel mio spazio, sono al sicuro nel mio spazio…”

      Ugh, mi hai scoperto! Effettivamente ci ho messo il naso, ma non ci sono stato molto: giusto il tempo di ritrovarmi intrappolato sotto una statua animata ad invocare aiuto ed ero già fuori!

    • Eccome! Il cameriere è stato molto gentile, mi ha fatto assaggiare tre birre alla spina prima di decidere. A quanto pare ho fatto la scelta giusta!

  4. Londra mi è piaciuta da morire. Io ci sono stata a Natale (si, il 25 dicembre ero là), e ho passato i cinque giorni più belli e magici della mia vita. Gli addobbi sono un qualcosa di splendido in quel periodo, e anche entrare da Starbucks, prendersi un bel thè e sorseggiarlo per le strade affollate della città ha un suo perchè. Anche io ho camminato tanto e visitato un sacco di posti, tra cui trovando anche un ristorantino simpatico dove si mangiava bene. E confermo, tanti italiani dappertutto, senza ritegno! Hai anche ragione sul fatto che lì giri bene anche non sapendo l’inglese, ma te la godi molto di più se lo sai!
    Mi è rimasta proprio nel cuore.

    • Wow! A Natale? E riuscivi anche a muoverti? Sono stupefatto!
      In effetti dev’essere qualcosa di indescrivibile una metropoli come Londra in periodo festivo, con tanti addobbi da illuminare a giorno pure durante un’eclissi. Dev’essere stata una grandiosa esperienza. Ci sei stata con amici o parenti?

      • Si, a Natale è stato veramente bellissimo! Ci sono stata tre anni fa con i miei genitori, un’esperienza folgorante. La gente c’era si, però chissene frega, era talmente bella che per me era come se non ci fosse nessuno!

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