Ciclo Miyazaki: Nausicaä della Valle del Vento (1/2)

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Introduzione

Avevo voglia di continuare il ciclo di post dedicati al mitico Hayao Miyazaki e ho optato per uno dei suoi film più belli di sempre: Nausicaä della Valle del Vento.

La pellicola è la seconda diretta dal maestro, uscita nel lontano 1984 e dal successo così clamoroso da permettergli di fondare insieme al suo sensei Isao Takahata la fabbrica delle meraviglie conosciuta con il nome di Studio Ghibli.

Dal momento che l’opera è tratta dall’unico (o quasi) manga di Miyazaki, mi sembra giusto dedicare un post ad ognuno dei due ed è per questo che dividerò l’articolo in due parti: la prima dedicata al film e la seconda al fumetto.

E’ la prima volta che faccio una cosa simile quindi spero di non far troppo casino con le sezioni e di non ripetermi troppo (….troppo).

Bene. Si comincia!

Trama (senza spoiler)

Il film è ambientato 1000 anni dopo una guerra nucleare, chiamata “i sette giorni di fuoco”, che ha reso inabitabile gran parte del pianeta. La superficie della terra è infatti ricoperta dalla cosiddetta Giungla Tossica, una foresta di funghi e piante velenose in cui abitano insetti giganti.
I pochi sopravvissuti sono riuniti nei due regni di Tolmechia e Pejite o vivono in piccoli villaggi autonomi, minacciati dalle spore tossiche della Giungla, la quale ogni anno guadagna terreno.

In uno di questi villaggi, la Valle del Vento, vive Nausicaä, la figlia del capo villaggio dotata di un carisma ammaliante e di un amore incondizionato per ogni forma di vita. Capace di solcare i cieli sul suo aliante dotato di motore, esplora continuamente la Giungla Tossica per meglio comprendere la sua natura, incontrando creature mostruose con le quali sembra avere una sorta li legame.

Un giorno un’aeronave di Tolmechia precipita nella Valle del Vento, spargendo spore e fiamme tra le coltivazioni e mettendo in allarme l’intero villaggio. Tutti i passeggeri muoiono tra le fiamme, compresa una principessa del regno confinante che si rivela essere stata presa come prigioniera.

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Tra le macerie del velivolo viene ritrovato una sorta di grosso embrione pulsante per nulla danneggiato dall’incidente e, di lì a poco, giungono delle navi da guerra di Tolmechia cariche di soldati guidati dalla principessa Kushana e dal generale Kurotowa che rapidamente si appropriano della Valle e dell’oggetto misterioso, rivelando una tremenda verità: si tratta di un Guerriero Invincibile, una delle armi termonucleari che hanno distrutto la civiltà industriale di un millennio prima.

I Tolmechiani vogliono impossessarsene per sconfiggere il regno di Pejite e per farlo sono disposti a tutto.

Toccherà a Nausicaä intervenire per evitare che una nuova guerra distrugga ciò che resta del mondo, compresa la sua amata Valle del Vento.

Ambientazione

Si tratta di uno scenario post-apocalittico molto particolare dove al posto di un pianeta Terra desertico e desolato se ne presenta uno estremamente verde e brulicante di vita.

I nuovi abitanti del pianeta, però, sembrano essere sul punto di estirpare i precedenti, ovvero gli uomini, e a nulla serve combatterli in quanto ad ogni tentativo di respingere la Giungla Tossica corrisponde una sua reazione violenta e radicale.

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Gli esseri umani rimasti cercano di rallentare l’avanzata bruciando le spore ogni qual volta attecchiscano nei pressi dei centri abitati ed allontanando gli insetti giganti prima che possano richiamarne altri, accompagnati dalla costante angoscia della fine inesorabile.

L’aria della Giungla Tossica contiene miasmi letali e dunque sono necessarie maschere antigas per avvicinarsi ad essa; inoltre gli abitanti più anziani vengono colpiti da una malattia che indurisce gli arti e li rende inservibili.

I sopravvissuti vivono di agricoltura e artigianato in un surrealistico medioevo dove convivono mulini a vento e aeronavi, armature di acciaio e fucili, cavalcature e carri armati.

Le tecnologie antecedenti alla guerra atomica sono andate perdute, ad esclusione di alcuni mezzi che, però, nessuno sa più come riparare. Così una vecchia cannoniera assume un ruolo di spicco nella società feudale del futuro, a tal punto da permettere ad un villaggio di appena 500 abitanti (la Valle del Vento) di mantenere la propria indipendenza.

Di tanto in tanto si incontrano relitti dell’epoca passata, come lo scheletro di un sottomarino o i corpi pietrificati dei Guerrieri Invincibili.

Personaggi

  • La protagonista è Nausicaä, coraggiosa e altruista. Amante della natura, si distacca dalla sua società timorosa degli insetti giganti per cercare di capirli. Spesso riesce a comunicare con loro attraverso il suo tono di voce sincero e amichevole, oltre a suoni prodotti da oggetti di sua invenzioni che imitano quelli di altri insetti.

Nel tentativo di trovare un equilibrio con la natura, studia le spore ed il comportamento degli insetti. Non teme le creature della Giungla Tossica, verso le quali sembra invece provare affetto.

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Per via del suo carattere sincero ed empatico il suo popolo la ama e la ammira a tal punto da essere disposto ad ubbidire a qualsiasi sua volontà e a sacrificarsi in qualsiasi momento per lei allo stesso modo in cui lei lo farebbe per la sua gente.

E’ molto abile nel pilotare il suo velivolo monoposto; è agile e sa usare bene la spada, ma disprezza la violenza, che però si nasconde dentro di lei pronta ad emergere nei momenti di rabbia più estrema; subito dopo, però, prova rimorso in quanto “non vuole né soffrire né far soffrire”. La sua furia cieca è simile a quella che colpisce i Mostri Tarlo e che, quindi, la accomuna con la natura con la quale ha un legame molto profondo.

  • Lord Yupa è il più famoso ed abile spadaccino della frontiera. Viaggia spesso in compagnia solo dei suoi due toriuma, grossi uccelli che fungono da cavalli, da villaggio a villaggio e persino all’interno della Giungla Tossica.

E’ molto affezionato a Nausicaä, così come alla gente della Valle del Vento.

  • Kushana è una principessa del regno di Tolmechia, dura ed orgogliosa. Dà molto vanausicaa-kushanalore all’onore e al coraggio ed ammira le gesta di Nausicaä, ma al tempo stesso non si fa distogliere da niente e nessuno per raggiungere i suoi obbiettivi.
  • E’ accompagnata da Kurotowa, ambizioso generale desideroso di giungere al potere ma dal ruolo piuttosto marginale.
  • Asbel è il giovane principe di Pejite. Abile pilota di piccole aeronavi, prova un odio profondo per il regno di Tolmechia. Fin da subito si rivela essere buono e gentile, con priorità ben diverse dai suoi connazionali.

Tematiche

Sicuramente il tema centrale dell’opera è il rapporto uomo-natura. La società industriale, assetata di conoscenza e potere, ha deturpato il pianeta al punto da renderlo quasi inabitabile.

La conseguenza è la Giungla Tossica, la quale è un nuovo incredibile ecosistema in sostituzione al precedente. Essa altro non è che (Allarme Spoiler) un filtro per purificare acqua e terreno. Infatti le sue piante sono velenose solamente quanto crescono in un terreno contaminato e, in seguito alla loro crescita e morte, il terreno torna ad essere pulito e l’aria respirabile.

La natura riemerge di continuo dei film di Miyazaki e già nella sua opera successiva, Laputa – Castello nel Cielo, ha un ruolo interessante mentre in Principessa Mononoke è di nuovo protagonista principale, così come accade in Il Mio Vicino Totoro (che però non ho ancora visto, purtroppo).

Sempre riguardo alla natura, essa è un’entità attiva capace non solo di dimostrare iniziative e intelligenza ma anche di distinguere il bene dal male, cosa fatta dai Mostro Tarli nella Giungla Tossica e dal grande cinghiale in Principessa Mononoke.

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Altro tema coesistente e complementare con il precedente è quello della guerra. Come sempre fa da sfondo all’ambientazione un conflitto tra due regni in guerra (Tolmechia e Pejite) e, in questo film, agisce anche come preambolo.

Nei film di Miyazaki la guerra è un mostro capace di mutare l’animo delle persone e corrompere anche personaggi naturalmente buoni, come in questo caso avviene con Asbel.

Non è la prima volta: la stessa principessa Mononoke, una versione estrema di Nausicaä sia per il suo amore per la natura che per la sua rabbia, è inizialmente dominata dal demone della guerra.

Altri film oltre a Principessa Mononoke in cui fa da sfondo uno scontro tra più regni sono Laputa, il Castello Errante di Howl e Porco Rosso.

Il tema preferito di Miyazaki sembra comunque essere il volo; non per niente ha intitolato il suo studio di animazione Ghibli, nome di un aereoplano e significante scirocco.

La passione per l’aviazione di Miyazaki è ben chiara fin dal suo primo film: in Lupin III – Il Castello di Cagliostro il conte entra in scena pilotando un aereo e l’intero film Porco Rosso si concentra sugli idrovolanti.

In questo film la protagonista è la personificazione stessa del volo, essendo una sorta di angelo dotato di ali tecnologiche capace di padroneggiare il vento che domina la sua valle. Sono inoltre presenti le meravigliose aeronavi, imponenti veicoli metallici capaci di navigare tra le nuvole del cielo che ritorneranno con venature più steampunk in Laputa ed il Castello Errante.

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Una delle tematiche più interessanti dei suoi film, però, è la bontà nascosta negli antagonisti, che come ho già detto nei precedenti post si rivelano quasi sempre essere solamente in parte cattivi. Così (da qui in poi Allarme Spoiler) Kushana è solo molto determinata e non intrinsecamente spietata, mentre Asbel è accecato dalla rabbia della guerra ma in realtà è buono quasi quanto Nausicaä.

Abbiamo già visto simili mutamenti in tutti i suoi film: in Principessa Mononoke Lady Eboshi ricalca Kushana, amata dai suoi uomini e dura solamente con i suoi avversari; in Laputa i pirati dell’aria sono rozzi ma bonaccioni; in Porco Rosso è lo stesso; Yubaba della Città Incantata è solo rigida con chiunque al mondo escluso il nipotino e il Senza-Volto ha… non lo so neanch’io quale sia il suo problema, ma dopo una bella indigestione lo risolve; persino la Strega delle Lande del Castello Errante non è cattiva fino al midollo.

Da quanto ha detto Miyazaki il motivo è l’assenza di una netta distinzione tra bene e male in quanto le sue sfaccettature coesistono, ma io ci vedo anche una sorta di messaggio più indiretto: l’uomo possiede un “midollo” buono, ma stando a questo mondo sviluppa una “corteccia” cattiva per proteggersi, che talvolta finisce con l’invadere il midollo in maniera più o meno determinante.

Sono pochi i personaggi realmente malvagi: il conte di Cagliostro, il capitano Muska in Laputa, il cacciatore Jiko in Principessa Mononoke… in ogni caso non fanno una bella fine e quasi tutti appartengono ai primi film del maestro.

Non posso non nominare un’altra caratteristica notevole dei film di Miyazaki: il valore della donna. Nella maggioranza dei suoi film il protagonista è una ragazza che mostra di possedere una notevole capacità di innalzarsi al di sopra dei valori morali errati imposti dalla società e di oltrepassare ostacoli invalicabili agli occhi degli uomini; Nausicaä ne è il prototipo.

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Altri esempi sono Sophie, che riesce ad aiutare un disperato Howl privo di autostima e la piccola Chihiro che salva Haku dal suo destino di servitù.

Inoltre anche i protagonisti femminili, o addirittura gli antagonisti, dimostrano di essere personaggi perfettamente opposti all’immagine della donna servile e fragile: Kushana, Lady Eboshi e Dola da sole valgono più di cento uomini!

Conclusione

In definitiva ogni opera del maestro è un capolavoro a sé stante che merita di essere visto, ma alcuni li consiglio più di altri; questo è uno di quelli.

In tutti i suoi film Miyazaki inserisce una quantità sorprendete di contenuti che spesso un ragazzino non è neppure in grado di percepire fino in fondo. Chi dice che i suoi film sono tutti per bambini merita di incontrare l’ultimo Guerriero Invincibile o di fare una bella corsetta inseguito dal demone cinghiale…

Comunque sia, l’anime di Nausicaä della Valle del Vento ha contenuti molto più leggeri e ridotti rispetto al manga, essendo basato solo in parte su di esso.

Restate dunque in attesa della seconda parte dell’articolo e nel frattempo mi aspetto di sentire cosa ne pensate di questo film.

Vi è piaciuto? Non l’avete mai visto? Lo guarderete?

Non siate timidi! Fatevi avanti e dite la vostra!

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