Animal Crossing: Wild World

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Che ci crediate o no, c’è stato un periodo della mia vita in cui non odiavo stare in mezzo alla gente; anzi, mi piaceva. Ero ancora giovane e trascorrevo più tempo al parco giochi che a casa, correndo instancabile qua e là con gli altri ragazzini.

Una triste Domenica di fine Agosto la mia gamba si ruppe “accidentalmente” giocando a calcio (si sa, le ossa si spezzano da sole…) e fui costretto alla semi-immobilità per i successivi tre mesi.
Era triste vedere che gli altri bambini si divertivano sotto la splendente luce del sole, rotolandosi nei prati e arrampicandosi negli alberi, mentre io me ne dovevo stare sul divano ad annoiarmi, spesso solo. Certo, alcuni amici passavano a farmi compagnia, ma non potevano stare sempre nel mio salotto (perché no?).

Tutto questo cambiò quando scoprii l’esistenza di Animal Crossing: Wild World. Già mi piacevano i videogiochi, ma questo era diverso: si trattava di un simulatore di vita, genere mai provato prima. Per una volta era di mia sorella e non il contrario, quindi mandai subito la mia inserviente-tuttofare-mamma al negozietto di fiducia, che adesso è anche la mia fumetteria di fiducia, per averne una copia tutta mia (imparate, bambini, come si fa a non rovinare le tanto sudate ore di gioco altrui).

L’umile donna fu lesta ad accontentare la mia richiesta ed il malmesso e viziato bimbetto ottenne di li a poco il suo giochetto… ok, la smetto subito perché sembra una filastrocca natalizia e non è neppure la stagione giusta.

Insomma, non persi tempo ad ammirare la confezione ed impugnai stilo e Nintendo DS, immergendomi anima e corpo in un favoloso mondo abitato da simpatici animali antropomorfi e ricco di attività divertenti da svolgere, senza il fastidioso bisogno di alzarsi dal divano (se non per fare i bisogni).

Tutto questo per spiegarvi che questo è stato per me il gioco giusto al momento giusto e quindi ci sono molto affezionato. Non so quanti di voi già conoscano questo titolo, ma in ogni caso merita il suo spazio su Operazione Nerd.

Perché? Continuate a leggere e lo scoprirete.

 

INTRODUZIONE

Come stavo dicendo, si tratta di un simulatore di vita, ovvero di un genere dove l’obiettivo è il controllo di un personaggio, piuttosto che il suo utilizzo come un mezzo. Non c’è una storia da seguire o un nemico da sconfiggere: ci siete voi, il vostro avatar ed un coloratissimo mondo all’interno del quale vivono tanti NPG con i quali interagire.

Oltre agli NPC è possibile giocare sfruttando il wifi o collegandosi ad internet con amici provenienti da tutto il mondo, visitando le loro città o ospitandoli nella propria.

E’ un prodotto della Nintendo che ormai ha i suoi anni alle spalle, essendo del 2006, ma è ancora giocabilissimo; in alternativa, è disponibile una versione per 3DS con tante innovazioni.

Il punto forte di Animal Crossing è la possibilità di disporre di un intero paesello con il quale interagire attivate: alberi, piante, animali e, soprattutto, una bella casetta da arredare e tanti costumi da indossare, per rendere unico e stiloso il proprio PG.

La storia è semplicissima, ma più che sufficiente a catapultare attivamente il giocatore all’interno dell’ambientazione.

 

TRAMA (senza spoiler)

All’inizio del gioco vi ritrovate all’interno di un taxi durante una giornata uggiosa, in compagnia di un loquace conducente che vi tartassa di domande preoccupanti come “Che giorno è oggi?” e “Dove stiamo andando?”, ma anche altri quesiti un po’ più sottili che serviranno a caratterizzare fisicamente il vostro avatar.

animal crossing taxi

ATTENZIONE: il prodotto potrebbe non corrispondere all’immagine pubblicitaria (vuol dire che non potete farmi causa se è come un panino del McDonald)

Se posso darvi un consiglio, scegliete con attenzione il nome del paesino perché non si potrà più cambiare e, anche se avrete a disposizione un massimo di 4 personaggi giocabili, l’ambientazione rimarrà la stessa (saranno coinquilini, forte eh?).

Determinato che vi chiamate Pakap e che state andando ad Hogsmead (dannazione al limite degli 8 caratteri), il chiacchierone vi avvisa che siete arrivati e vi scarica proprio davanti al municipio. La schiavetta segretaria vi saluta allegramente e vi informa che un certo Tom Nook ha preparato una residenza tutta per voi… che tipo generoso.

Ora permettetemi di mettervi in guardia su questo Nook (lo devo fare a costo di inserire un ALLARME SPOILER): forse vi sembrerà un semplice procione (o forse è un tanuki?) ma in realtà è un usuraio, un dannato strozzino che prima vi offre una casa e vi propone di pagarla con calma lavorando per lui, poi un po’ alla volta continuerà ad aumentare il vostro debito, impedendovi di saldarlo, aggiungendo sempre nuovi tassi di interesse. E’ un maledetto boss della malavita che si arricchirà alle vostre spalle, lucrando su ogni vostra goccia di sudore e costruendo un impero economico a vostre spese!

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Tutto regolare…

Detto questo, potete correre verso la nuova casa e scoprire in quale razza di catapecchia trascorrerete le vostre future notti, tra scarafaggi e falene. Non temete, è solo una sistemazione temporanea… giusto?

Dopo aver conosciuto il padrino Mr. Nook e aver ottenuto un lavoretto part-time al suo negozio, potete iniziare il tutorial: imparerete come piantare fiori ed alberi, farete la conoscenza dei cittadini di Hogsmead(e) e svolgerete qualche altra consegna per il procione. Poi sarà il turno della pesca, dell’esplorazione e della ricerca, attività che svolgere con piacere perché ci sono tanti pesci nel mare, ma anche tanti fossili per terra (e tante stelle nel cielo e così via).

Vi state chiedendo cosa ve ne fate dei fossili? Potete venderli al procione o, molto meglio, donarli al museo. Eh già, c’è un museo, ed è anche bello grande.

Pensate sia finita? Invece no, perché ci sono anche molti altri posti interessanti e, soprattutto, i vostri vicini di casa. Non posso dirvi altro.
Sul serio, non posso: ogni giocatore ha vicini diversi, di diverso aspetto e ancor più diverso carattere.

Non aggiungo altro, sono già andato troppo oltre, ma sappiate che c’è sempre qualcosa da fare da queste parti.

 

AMBIENTAZIONE

Una cosa interessantissima che caratterizza il vostro paesello è il suo continuo mutamento: l’orologio interno del gioco è sincronizzato con quello del DS e, di conseguenza, i cambiamenti avvengono in tempo reale, con cicli giorno/notte e cambio delle stagioni.

Così durante le notti estive ammirerete le stelle sopra di voi, mentre durante le giornate invernali arrancherete nella neve, costruendo allegri pupazzi. Inoltre durante le festività, come a capodanno e durante il vostro compleanno, gli NPG reagiranno in maniera diversa, facendovi gli auguri oppure offrendovi doni.

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A proposito degli NPG, durante la settimana potrete incontrarne di diversi in determinati giorni o a specifici orari, ma di loro parlerò più avanti.

Così come cambiano gli NPG, si modificano anche gli oggetti e le creature che potrete trovare: alcuni insetti si trovano solo al mattino presto, altri pesci rigorosamente nei fiumi e di notte… un po’ come i Pokémon.

Parlando d’acqua, troverete sempre un fiumiciattolo, un laghetto e il mare aperto, con tanto di spiaggia sabbiosa dove, di tanto in tanto, l’oceano vi farà qualche regalo.

Il resto è variabile: in alcuni villaggi gli alberi da frutto sono meli, in altri invece peri e in altri ancora peschi e via così… non disperate se a voi le arance fanno schifo, potete sempre importare frutta dal paese di vostra sorella, piantando vicino casa vostra i prodotti saccheggiati di nascosto regolarmente acquistati.

Ho nominato la vostra casetta, giusto? Beh, sappiate che è altamente personalizzabile: la tappezzeria ed il parquet potete sostituirli quando vi pare, mentre la scelta dell’arredamento è completamente nelle vostre mani. Potete creare una strabiliante stanza dei giochi oppure un misterioso laboratorio scientifico… o entrambi, perché potete espandere la vostra bella casa e aggiungere piani; ovviamente tutto ha un prezzo.

Oltre alla vostra casa ci sono molti altri interessanti posti: i già nominati municipio, bottega di Nook e museo; la sartoria dove troverete ogni giorno abiti diversi (allo stesso modo degli oggetti esposti al negozio) e dove avrete modo di realizzare voi stessi dei vestiti; un portale attraverso il quale andare a far visita ad altri giocatori o permettere loro l’accesso al vostro paesino; l’ufficio postale, il bar e persino l’osservatorio!

Ma non è finita qui, con lo sviluppo del villaggio e dei suoi negozi ci saranno altre belle novità.

Non ci si annoia mai da queste parti.

 

PERSONAGGI

Come promesso, ora vi parlo di alcuni dei più caratteristici personaggi di Animal Crossing.

Di Nook vi ho già detto abbastanza, ma c’è un altro venditore di cui dovete tenere conto: Volpolo il Pazzo. E’ un tipo losco ed ambiguo che una volta a settimana piazza le tende nel vostro vicinato. Da lui troverete oggetti rari e altrimenti introvabili, come i dipinti. Non allarmatevi, spesso sono dei falsi, ma talvolta… diciamo solo che l’ultima volta che ho giocato mi sono ritrovato tra le mani un Van Gogh che scotta.

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A proposito di tipi loschi, c’è Frodolo: è una donnola che ci scassa le ghiande chiede insistentemente di stipulare assicurazioni con lui per quanto riguarda infortuni e incidenti (il pizzo, insomma), ma anche in caso di ritrovamento di falsi dal suo collega Volpolo. Eh già, sono colleghi, altrimenti perché sarebbe proprio lui a mettersi d’accordo con noi per scegliere il giorno in cui compare il pazzoide?

Che mafia che c’è sotto questo giochino…

Per fortuna c’è anche brava gente come il caro, vecchio sindaco Tortimer che alle feste si fa vivo e ci regala premi fighissimi, come l’arredamento fungo.

Ho sbagliato a sprecare un termine come fighissimo per il personaggio di prima, perché a meritarselo tutto è K. K. Slider, un cane veramente dotato per la musica che potete trovare il Sabato sera alla Piccionaia, il bar sotto il museo. Lui non solo suonerà per voi con la sua fender chitarra acustica, ma vi regalerà pure un cd che potrete riascoltare quanto vi pare a casa. Che tipo gentile!

Pulitevi bene le orecchie e godetevi questo suo pezzo

Si cambia totalmente musica, invece, con Mr. Resetti. E’ un personaggio estremamente fastidioso, al limite dell’omicidio, ma che in fondo è stato messo per una buona ragione: ogni volta che spegnete senza salvare lui appare e vi fa una ramanzina che non finisce più per insegnarvi a giocare con un minimo di serietà, o qualcosa del genere.
Attenti al led rosso del DS, perché non vi crederà quando gli direte che è stato un incidente.

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Diamine, mi fa sudare freddo…

Esistono decine di altri personaggi che si presentano periodicamente o all’improvviso, troppi per nominarli tutti, per cui è sempre meglio fare un bel giretto per la città.

Ovviamente ci sono anche i semplici cittadini, siano essi mucche o pinguini, e tutti hanno personali modi di parlare e di comunicare; sappiate che sono aperti ai cambiamenti, quindi potete introdurre un nuovo modo di dire che spopolerà (tipo culo perdindirindina).

 

CONCLUSIONE

E’ veramente un gran bel giochetto che consiglio a tutti gli amanti degli RPG. Io ci ho passato veramente molte ore prima di passare ad altro, quindi vi assicuro un’elevata longevità.

So che non può piacere a tutti: è senza azione e abbastanza infantile, ma per me non è mai stato un problema, in questo contesto.

Forse è il valore affettivo quello che mi spinge a dare una così ottima valutazione di questo titolo, ma… insomma, è pur sempre Nintendo!

Se vi è venuta voglia di giocarci, sappiate che ormai costa una miseria e potete farlo quando vi pare.

Ora tocca a voi: avete mai giocato ad Animal Crossing? Se sì, questo o altre versioni? Cosa amate o odiate di questo gioco?
Fatevi avanti e dite la vostra!

 

P.s.: non ci credo, finalmente sono riuscito a concludere questo post! Era da molti mesi che attendeva di essere pubblicato… voglia di fare, a me!

 

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4 pensieri su “Animal Crossing: Wild World

  1. Ci giocai per poco tempo un po’ di anni fa e lo trovai un gioco veramente simpatico che riesce a far passare il tempo. Purtroppo il gioco era di mio fratello e quindi era lui che passava la maggior parte del tempo a giocarci.

    • Quindi suo il gioco, sua la città. Di conseguenza, non hai potuto assistere ai suoi progressi e non hai avuto il piacere di plasmarla.
      Se ti sale la nostalgia riprendilo in mano, ma questa volta tutto tuo.

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