Life is Strange

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Life is Strange è un sogno d’autunno, il ricordo di un tiepido pomeriggio che si tramuta ben presto in una affannosa ricerca dell’innocenza attraverso drammi e delitti, mentre il cielo si fa via via più oscuro e minaccioso.

Non saprei come altro riassumere in un’unica frase ciò che ho provato nelle due intense giornate trascorse all’interno di questo titolo che da tanto tempo volevo provare.

Sono contento di aver atteso il finire dell’estate per giocarci, quando Agosto si porta via le piccole cose che la rendono speciale, perché non credo che altrimenti avrei potuto immedesimarsi allo stesso modo in quest’atmosfera di calda nostalgia.

E’ proprio la nostalgia la chiave di volta attorno alla quale è stato sviluppato Life is Strange, un’avventura grafica basata sulle vicende che una normale e timida teenager si ritroverà a vivere quando scoprirà di poter riavvolgere all’indietro il tempo; infatti i riferimenti al passato, alle emozioni perdute e ai ricordi indelebili sono alcune tra le caratteristiche più importanti della storia che scorrerà davanti ai nostri occhi in maniera quasi tangibile grazie alle numerose modifiche che potremo apportarvi semplicemente… giocando!

Ma cominciamo dal principio.

TRAMA (senza spoiler)

Maxine Caulfield, conosciuta da tutti come Max, è una timida studentessa di fotografia della Blackwell Academy di Arcadia, placida cittadina costiera affacciata sul Pacifico.
Come ogni ragazza della sua età, vive le difficoltà del college: pochi amici, compagne stereotipate e fastidiosi bulli.

La sua routine si alterna tra le lezioni del famoso e ammaliante professor Jefferson e le numerose ore trascorse nella sua camera nel dormitorio femminile, con poche eccezioni. A tenerle compagnia c’è Warren, un brillante studente di scienze e nerd fino al midollo, che è visibilmente infatuato di lei, anche se non sembra essere corrisposto.

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Un giorno, durante una lezione di fotografia, assiste ad una visione di un’enorme tromba d’aria che si abbatte su di un faro. Turbata, attende la fine della lezione e si reca in bagno per riprendersi, ma qui assiste di nascosto ad una lite tra Nathan Prescott, membro di una ricca e prestigiosa famiglia, ed una misteriosa ragazza dai capelli blu. Ad un certo punto il primo estrae una pistola e spara alla ragazza; Max, sconvolta, si fa avanti urlando e all’improvviso si ritrova in aula, assistendo esattamente agli stessi dialoghi ed eventi di poco prima.

Capisce così di avere il potere di tornare indietro nel tempo e ritorna in bagno per salvare la ragazza di poco prima, che poi scopre essere una sua cara amica d’infanzia, Chloe Price. Poco dopo le due si recano in un posto tranquillo per parlare: il faro che Max ha sognato, e qui è di nuovo vittima della stessa visione; si rende conto che si tratta di un presagio, un’anticipazione di una catastrofe che a breve di abbatterà su Arcadia, e ne parla con l’amica, confidandole anche del suo nuovo potere.

Mentre le due ragazze cercano di imparare come funziona questa capacità, Max apprende che Chloe è amica di una delle studentesse scomparse, Rachel Amber, e che intende ritrovarla con le sue sole forze; decide quindi di aiutarla, così come intende fare con una sua compagna di corso, Kate, vittima di molti episodi di bullismo legati ad un video divenuto virale su internet.

Da qui in poi il destino di Max e di tutte queste ragazze è nelle nostre mani: saranno infatti le nostre azioni, decisioni e scelte tra vari possibili dialoghi a influenzare lo scorrere della trama, portando a diversi differenti scenari che si diramano in più punti della storia.

Ogni azione può portare a delle conseguenze nel passato, nel presente e nel futuro.

 

AMBIENTAZIONE

Il gioco è ambientato ad Arcadia, una città immaginaria situata nella costa nord-occidentale degli Stati Uniti (per la precisione, nell’Oregon), aperta sull’oceano. Una parte del tempo la trascorreremo alla Blackwell Academy, ma anche la città offre molti luoghi da visitare, anche se non liberamente.

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L’atmosfera è tranquilla, calda, nostalgica, ma poco a poco, gradualmente, si intuisce la presenza di qualcosa di brutto, che incute timore; quasi senza che ce ne possiamo rendere conto, tutto si fa più tenebroso, misterioso e dinamico. A suggerircelo è l’ambiente circostante, con i suoi volantini appesi ai muri e le chiacchiere degli NPG, così come l’umore degli stessi, che gettano ombre minacciose sulle colorate pareti del college.
A dispetto delle dimensioni, la città ha grossi problemi: sono scomparse diverse persone e la polizia brancola nel buio. Inoltre lo stesso campus si rivela ben presto non essere un luogo piacevole, a causa dei numerosi conflitti interni e degli atti di bullismo sempre più frequenti; non è raro averci a che fare.

Nonostante questo, durante la partita si alterneranno continuamente fasi di dolce calma, avvolti dai ricordi dell’infanzia di Max e Chloe, con momenti di profonda serietà, dove la durezza della vita reale cozzerà con i flashback ed i sogni delle tue teenager, dimostrando loro più di una volta che il tempo dei giochi è finito, che ormai sono delle donne in un mondo molto difficile, per tutti.

E’ un miscuglio di gioventù e frustrazione, di risate e lacrime, di gioia e dramma.

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Un ruolo molto importante in tutto questo lo svolgono la fotografia, i paesaggi, i colori stesi con cura in questa tavola carica di emozioni, come se fosse l’ambientazione stessa a influenzare il nostro umore, piuttosto che i dialoghi (di cui parlerò tra poco).

Purtroppo non si può dire che la grafica sia estremamente curata, in quanto risulta spesso troppo rigida nei dettagli fisici come i capelli, totalmente solidi e bloccati in un’unica massa che non viene mai mossa neppure da un forte vento; tuttavia già dopo i primi 10 minuti di gioco non si fa più caso a questi particolari perché altri particolari ci permettono di apprezzare il lato tecnico del gioco, come gli oggetti in movimento o la luce del sole.

E’ però la musica la vera responsabile dell’atmosfera rilassante che si viene a creare all’inizio di ogni capitolo, ma che si ripresenta più volte all’interno degli stessi: una raccolta stupenda di canzoni indie folk abilmente tassellata negli scenari. Tra i vari nomi: Alt-J, José González e soprattutto Syd Matters, che hanno composto la maggior parte delle tracce.

Ecco una canzone capace di rendere l’idea

 

PERSONAGGI (allarme SPOILER)

La protagonista è ovviamente Max, la ragazza capace di spostarsi nello spazio-tempo. All’inizio si presenterà insicura ed emotiva, dotata di una grande empatia e spontaneamente gentile; con il proseguire della storia, e soprattutto grazie al suo nuovo potere, comincerà ad avere più fiducia in se stessa, ad essere più determinata e coraggiosa e a lottare con più foga per ciò che ama.

Max è molto acuta e, come dice il suo professore, è dotata di un dono per la fotografia; tuttavia è frenata dai suoi timori, dalla paura del fallimento che la porta inevitabilmente a fallire in partenza. Questo non le impedisce di continuare ad immortalare la bellezza che la circonda con la sua fotocamera istantanea, cosa che si rivelerà utile più di una volta.

Amichevole con i più fragili, cerca di aiutare tutti coloro che vede in difficoltà, cogliendo grazie alla sua particolare empatia le loro silenziose richieste di aiuto; paradossalmente, sembra non comprendere (o non volerlo fare) i sentimenti che prova Warren per lei.

Il ragazzo in questione è il suo migliore amico, sempre pronto ad aiutarla con tutto se stesso. Manda ripetutamente segnali su ciò che prova per lei, ma senza successo. Spiritoso e allegro, è molto scherzoso e il suo lessico comprende molti termini geek che lo rendono, agli occhi di molti, “solamente un nerd“.

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Non si nota quasi per niente

Totalmente diversa è Chloe, che per molti anni è stata la migliore amica di Max, prima che si perdessero di vista a causa del trasferimento di quest’ultima, cinque anni prima degli eventi attuali. Durante questo periodo ha sofferto molto la solitudine ed è cambiata radicalmente, diventando sempre meno rispettosa delle regole e delle autorità, avvicinandosi a droghe ed alcool. Adotta uno stile punk, come evidenziano i suoi capelli blu, diametralmente opposto a quello più hipster di Max; nonostante queste differenze, le due ragazze sono estremamente affini.
Durante gli anni trascorsi senza Max, Chloe ha legato moltissimo con Rachel; in seguito alla sua scomparsa, si è messa all’opera per ritrovarla, applicando volantini ovunque e indagando in solitaria.

Altra amica di Max è Kate, una ragazza molto religiosa vittima di bullismo; spesso sola e triste, viene ripetutamente punzecchiata dai membri del Vortex Club a causa di un video girato durante una delle loro feste, divenuto ora virale.
Tra coloro che infieriscono di più su di lei c’è Victoria, altezzosa e viziata ragazza disposta a tutto per primeggiare nel corso di fotografia e vincere il concorso indetto dal professor Mark Jefferson; quest’ultimo è un rinomato fotografo, molto ammaliante e di bell’aspetto.

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A sinistra Victoria e Mark, a destra Max e Kate

Ulteriore membro del club è Nathan Prescott, arrogante ragazzo che soffre di ripetute crisi di nervi. E’ membro della più potente famiglia di Arcadia e si comporta come se l’intera scuola fosse sotto il suo dominio, preside compreso.

Ci sono moltissimi altri personaggi secondari, sarebbe eccessivo elencarli tutti, ma tra loro va ricordato almeno David, capo della sicurezza della scuola e padre adottivo di Chloe da quando suo padre è morto in un incidente d’auto. Veterano di guerra, ossessionato dalle indagini e dalla disciplina, ha spesso un carattere intrattabile e sospettoso, soprattutto nei confronti della figliastra, alla quale però tiene molto.

 

TEMI (allarme SPOILER)

Life is Strange può essere definito un’avventura grafica interattiva, con influenze thriller e fantascientifiche. Ciò significa che il gioco è assimilabile ad un lungo racconto, una sorta di film dalla trama malleabile pervaso da tematiche sci-fi come viaggi nel tempo e realtà parallele.

Sicuramente ci sono molte analogie con The Butterfly Effect, film che condivide la possibilità di tornare indietro nel tempo tramite le fotografie e modificare tutti gli eventi successivi; inoltre, nel gioco si palesa il collegamento tra la farfalla e l’uragano a cui fa riferimento il titolo:

Si dice che il minimo battito d’ali di una farfalla sia in grado di provocare un uragano dall’altra parte del mondo.

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Piccoli cambiamenti avvenuti nel passato comportano infatti grandi capovolgimenti nel presente, con risultati spesso imprevedibili e sorprendenti.

Altro film che condivide delle analogie è Donnie Darko, dove è ricorrente l’ansia per la fine del mondo imminente, continuamente ribadita da segni e messaggi; infatti Max avrà spesso visioni della terribile tempesta in arrivo, così come manifestazioni del cambiamento quali nevicate fuori stagione e animali morti.

Tra i videogiochi simili a questo, invece, spicca sicuramente Heavy Rain (e il precedente titolo Fahrenheit) dove è ugualmente possibile modificare gli eventi futuri in base alle scelte nei dialoghi del presente o, in egual modo, nelle azioni.

A parte le ispirazioni che hanno portato alla creazione del gioco, Life is Strange è caratterizzato da alcuni temi: innanzitutto la nostalgia, di cui ho già parlato.

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Segue poi l’amicizia, elemento centrale della trama, analizzato in modo molto profondo e sofisticato, con momenti molto intensi e commoventi. Max e Chloe sono state amiche per anni, prima di separarsi, e la loro riunione comporta diffidenza e rancore, ma anche gioia e amore. Le due ragazze sono sicuramente felici di essere nuovamente insieme, anche se hanno sofferto. Inoltre, Chloe continua a pensare all’altra sua migliore amica, Rachel, senza riuscire a darsi per vinta, ma questo mette a disagio Max, che prova invidia per il loro rapporto.
Ancora, l’amicizia è l’elemento che può salvare la vita di Kate, che soffre di depressione e non riesce più a sopportare da sola la vergogna che prova e si porta dentro come un peso.
La sofferenza di Kate è un tema molto importante, ovvero quello del bullismo e delle conseguenze drammatiche che comporta sulla vita di una persona; questo viene visto anche nei gesti dei suoi autori, nel loro pentimento postumo e nell’impossibilità (per loro) di riparare al danno fatto, cosa che si trascineranno dietro.

Più in generale, le difficoltà che deve affrontare un teenager sono tra i pilastri di questo gioco: al tempo stesso creature fragili ed eroiche, i ragazzi devono superare il passaggio da adolescenti all’età adulta subendo molti contraccolpi e traumi. Le responsabilità e le paure si intensificano e molte volte sono costretti a cadere e rialzarsi, divenendo al tempo stesso più deboli e più forti. Ciò è particolarmente evidente nel fallimento di Nathan, che non riesce a vincere le pressioni di suo padre e si lascia corrompere, ma anche in Max, che nonostante tutto ciò che deve affrontare, apparentemente troppo per un’unica persona, riesce a divenire una donna e un’eroina; è questo, infatti, il titolo del concorso di fotografia a cui partecipano i membri del corso del professor Jefferson: Every Day Hero, eroi di ogni giorno, riferendosi in particolar modo ai teenager.

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Il gioco affronta tutto questo in maniera dura, paradossalmente realistica, nonostante i viaggi nel tempo: infatti non ci troviamo dentro ad una favola, la storia non è esente da morte e tragedia e non ci sarà un finale felice per tutti i principi e le principesse perché nella vita non è mai così.

Una dura lezione, impartita attraverso diverse realtà parallele che Max dovrà attraversare nel suo tentativo di fare l’impossibile, ovvero di salvare tutti: a volte bisogna compiere delle scelte molto difficili, e questo gioco ci costringerà a farlo in prima persona più di una volta, obbligandoci a mettere in pausa e riflettere a lungo prima di agire, perché ne pagheremo le conseguenze.

Life is Strange offre anche spunti di riflessione molto dibattuti, dall’eutanasia al dilemma del treno e dell’uomo grasso. Questo per mettere in evidenza una questione terribilmente spinosa, che spesso vorremmo non affrontare: non è vero che ogni vita ha lo stesso valore. Non per Max, almeno, che ama la sua amica Chloe a tal punto da dover compiere delle scelte terribili, più di una volta.

Ma non lo facciamo tutti, con lei, all’interno di questo gioco? Non scegliamo con lei a quale costo proteggere la nostra (o il nostro) migliore amica?

Se siete interessati potete trovare altre riflessioni su questo tema qui

Questi sono alcuni dei temi più importanti che tratta Life is Strange, insieme ovviamente ai già nominati viaggi nel tempo e inter-dimensionali, sempre molto apprezzati e di cui si potrebbe discutere a lungo.

 

CONCLUSIONE

Dopo The Last of Us non credevo che avrei trovato un altro titolo così intenso su PS3, eppure eccoci qua. In effetti è uscito prima su PC e poi su console, in particolare su quelle di ultima generazione, ma questo non toglie il fatto che ci ho giocato sulla mia cara, vecchia compagna.

Ho trascorso delle ore (mica poche) molto speciali attraverso questo titolo, conoscendo i diversi personaggi un po’ alla volta, fino a comprenderli nel profondo, e lasciandomi travolgere da un ciclone di emozioni: dolcezza, tristezza, timore, rabbia, sorpresa, commozione…

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La storia di Max è Chloe è qualcosa di speciale e mi sono molto affezionato a loro due, così diverse e così unite. Mi sono anche immedesimato in Warren, provando solidarietà per lui, piccolo nerd incompreso.
E’ facile lasciarsi coinvolgere e odiare alcuni personaggi, ma attraverso Life is Strange si passa anche al rivalutarli e provare tristezza per loro.

Ci sono molti colpi di scena, non è per nulla banale (anche se a molte cose ci sono arrivato per conto mio, ma ci sono dei buoni indizi nascosti qua e là); giocandolo tutto d’un fiato non ho perso nessun dettaglio e il pathos è rimasto elevato, ma il gioco è stato distribuito in 5 capitoli a distanza di mesi, quindi l’emozione per altri giocatori è stata molto diversa, o almeno credo, basandomi sulle mie esperienze con le serie tv, che trovo assimilabili.

La componente che più ho apprezzato è stato il peso delle scelte, che mi hanno aiutato a “diventare” Max, valutando attentamente ogni azione e ogni conseguenza e, quindi, vivendo ogni gioia e ogni dramma con i suoi occhi.

Lodo l’abilità degli sceneggiatori e dei produttori, che hanno deciso di investire molto sui diversi, malleabili dialoghi per rendere fluida la trama e le sue diverse diramazioni.

Le voci sono in inglese, ma i sottotitoli ci sono anche in italiano (non per i puristi dei sub, ovviamente). Le doppiatrici sono state molto brave a rendere le emozioni dei personaggi.

Sono proprio soddisfatto di questo gioco, che ha un ottimo rapporto qualità/prezzo visto che è disponibile con un season pass a circa 16 euro, mentre i singoli capitoli costerebbero 5 euro, tranne il primo che (leggete bene) è gratis!

Esatto, sia su PC (lo trovate su steam) che su console trovate il primo capitolo dei cinque totali gratuitamente. Comprende almeno due ore di gioco, anche di più se agite con calma, apprezzando i dettagli e l’esplorazione. Non lasciatevelo sfuggire.

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Detto questo, ho concluso e quindi ora tocca a voi: avete giocato a Life is Strange? Cosa avete provato? Cosa avete apprezzato, in particolare?

Fatevi avanti e dite la vostra!

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13 thoughts on “Life is Strange

  1. Lo provo appena riesco! Stavo per comprarlo tempo fa (non sono una giocatrice accanita ma i giochi un po’ “diversi”, tipo questo, mi incuriosiscono), ma poi ho optato per Flower (che mi piace UN CASINO 😆). Insomma, dicevo, appena posso lo provo! Grazie!

    • Non sapevo neanche esistesse un gioco come Flower, sembra molto… artistico!
      Comunque prenditela pure comoda, non scappa. E poi puoi provare il primo capitolo e decidere se pagare per gli altri o fermarti, ma so già che il giorno stesso metterai in download i successivi.

      • Ahah, è bellissimo, non si vince né si perde, non ci sono punti, è poetico, liberatorio (o, come mi è stato detto, NOIOSO. Mi dissocio) un giorno ci scrivo un post.

        • Ahahah! Non oso dire quella parola, ma non credo che riuscirei a giocarci molte volte… ma se ha un effetto liberatorio, non vedo perché disprezzarlo.
          Se mai ci scriverai qualcosa, prometto di leggere senza pregiudizi!

  2. Dai che figata! La tipologia di gioco mi ricorda tanto quello di The Walking dead, su cui ho versato un po’ di lacrime perché veramente dei tratti erano troppo commoventi anche per una come me! Da provare assolutamente, che tra l’altro con questo post mi hai fatta vergognare perché mi hai ricordato che mio padre ha finito the Last of us e io ancora no.

    • Non l’hai ancora finito? Un capolavoro come quello? Il gioco definitivo per PS3, l’ultimo grande capolavoro? Coooosa?
      Mi raccomando, appena puoi datti da fare, che Ellie ti aspetta.

      Sono certo che questo gioco ti piacerebbe; se hai versato lacrime per The Walking Dead, qui ti lascerai completamente andare!

      • Beh dai, in compenso sto scaricando la seconda storia di Batman hahah! Si mi vergogno di non avere ancora finito quel gioco, ma qualcuno deve pur combattere il crimine!

        • Sei l’eroe che Gotham merita? Allora è giusto così.
          Io mi sono messo a leggere ieri Razza Suprema e sono felicissimo di vedere che i disegni sono diventati belli, rimanendo però stilisticamente uguali a quelli del Cavaliere Oscuro (ho fatto fatica ad adattarmi).

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