Life is Strange

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Life is Strange è un sogno d’autunno, il ricordo di un tiepido pomeriggio che si tramuta ben presto in una affannosa ricerca dell’innocenza attraverso drammi e delitti, mentre il cielo si fa via via più oscuro e minaccioso.

Non saprei come altro riassumere in un’unica frase ciò che ho provato nelle due intense giornate trascorse all’interno di questo titolo che da tanto tempo volevo provare.

Sono contento di aver atteso il finire dell’estate per giocarci, quando Agosto si porta via le piccole cose che la rendono speciale, perché non credo che altrimenti avrei potuto immedesimarsi allo stesso modo in quest’atmosfera di calda nostalgia.

E’ proprio la nostalgia la chiave di volta attorno alla quale è stato sviluppato Life is Strange, un’avventura grafica basata sulle vicende che una normale e timida teenager si ritroverà a vivere quando scoprirà di poter riavvolgere all’indietro il tempo; infatti i riferimenti al passato, alle emozioni perdute e ai ricordi indelebili sono alcune tra le caratteristiche più importanti della storia che scorrerà davanti ai nostri occhi in maniera quasi tangibile grazie alle numerose modifiche che potremo apportarvi semplicemente… giocando!

Ma cominciamo dal principio Continua a leggere

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Animal Crossing: Wild World

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Che ci crediate o no, c’è stato un periodo della mia vita in cui non odiavo stare in mezzo alla gente; anzi, mi piaceva. Ero ancora giovane e trascorrevo più tempo al parco giochi che a casa, correndo instancabile qua e là con gli altri ragazzini.

Una triste Domenica di fine Agosto la mia gamba si ruppe “accidentalmente” giocando a calcio (si sa, le ossa si spezzano da sole…) e fui costretto alla semi-immobilità per i successivi tre mesi.
Era triste vedere che gli altri bambini si divertivano sotto la splendente luce del sole, rotolandosi nei prati e arrampicandosi negli alberi, mentre io me ne dovevo stare sul divano ad annoiarmi, spesso solo. Certo, alcuni amici passavano a farmi compagnia, ma non potevano stare sempre nel mio salotto (perché no?).

Tutto questo cambiò quando scoprii l’esistenza di Animal Crossing: Wild World. Già mi piacevano i videogiochi, ma questo era diverso: si trattava di un simulatore di vita, genere mai provato prima. Per una volta era di mia sorella e non il contrario, quindi mandai subito la mia inserviente-tuttofare-mamma al negozietto di fiducia, che adesso è anche la mia fumetteria di fiducia, per averne una copia tutta mia (imparate, bambini, come si fa a non rovinare le tanto sudate ore di gioco altrui).

L’umile donna fu lesta ad accontentare la mia richiesta ed il malmesso e viziato bimbetto ottenne di li a poco il suo giochetto… ok, la smetto subito perché sembra una filastrocca natalizia e non è neppure la stagione giusta.

Insomma, non persi tempo ad Continua a leggere

Wario Land 4

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Non dimenticherò mai il fantastico giorno in cui ho ricevuto il Game Boy Advance ed il mio primo gioco: Wario Land 4. Era natale (o forse il mio compleanno? Non ricordo più…) e quella mattina, con l’emozione nel cuore, scartai il magico regalo che cambiò per sempre la mia vita. Non persi tempo e infilai subito le due batterie AA necessarie per far funzionare la console, inserii la cartuccia, accesi il GB e udii i suoni che di lì a poco sarebbero diventati un famigliare benvenuto verso mondi colorati e avvincenti.
Ero così eccitato che ignorai la colazione e il cartone che stavano dando in quel momento (era Batman) per riservare tutta la mia attenzione al grasso omino baffuto nello schermo, diretto verso una sfavillante piramide nella giungla.

Si era messo in moto qualcosa di straordinario: quel giorno cominciò un irreversibile processo di trasformazione che mi portò ad avvicinarmi sempre più ai videogames, un gioco dopo l’altro, fin quasi a farne parte. Oh, non ero ancora un nerd: come tanti altri bambini, amavo i cartoni animati, i fumetti e, da quel momento, anche i videogiochi; però è stato un piccolo grande passo verso la conquista della galassia di divertimento e fantasia che ora è il mio modo di vivere.

Insomma, tagliando corto con i sentimentalismi, per me Continua a leggere

S.T.A.L.K.E.R.: Shadow of Chernobyl

Ormai lo sapete tutti che sono un fan del genere post-apocalittico, così come dell’apocalittico (con e senza zombie); quindi mi stupisco da solo scoprendo che non ho mai scritto un post al riguardo, nonostante la mia vasta cultura in questo campo.

Tutto ciò che ho fatto è stato “recensire” la serie The Walking Dad e scrivere una Guida per la Sopravvivenza ad un’Apocalisse Zombie Realistica ;roba divertente ed entusiasmante (nonché utile) ma sempre rientrante nelle categorie finedelmondoattualmenteincorso con annessi morti viventi. Eppure lo sanno tutti che lo scenario più probabile (ma solo di poco) è la catastrofe nucleare!

Eccoci quindi ad un post tutto radioattivo dedicato al mio preferito dei videogames post-apocalittici.

Sono certo che se non fosse per il titolo del post sareste tutti pronti a scommettere che il gioco in questione sia Fallout… invece no! (colpo di scena)

S.T.A.L.K.E.R.: Shadow of Chernobyl

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Gioco molto Continua a leggere

Grande Inverno appartiene ai Nord!

ATTENZIONE: il seguente articolo contiene spoiler

No, non ho fatto confusione, intendo proprio dire che la sede di Casa Stark, così come tutte le terre circostanti, appartengono agli abitanti di Skyrim, mentre i feudi sono tutte proprietà delle Case del Trono di Spade.

Guardando la serie tv non ho infatti potuto fare a meno di notare un fortissimo parallelo tra Game of Thrones e la saga di The Elder Scrolls: più regni uniti sotto la bandiera dell’Impero, il quale governa anche le terre nei fieri uomini settentrionali nonostante i loro tentativi di riottenere l’agognata indipendenza (qualcuno ha detto Scozia?).

E’ quindi facile per me quando vedo i tre draghetti della ossigenata regina sedicenne immaginarli gridare Yol Toor Shul prima di sputare fuoco e fiamme e confondere Eddard Stark con Ulfric Manto della Tempesta. Non provate a dirmi che sono l’unico, eh?

Inoltre Continua a leggere

L’Ombra di Mordor

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Ho trascorso questi giorni di gaming con un crescente desiderio di scrivere il post che ora state leggendo, ma sono riuscito a rimandare fino ad oggi solo perché non avevo ancora finito la campagna.

La Terra di Mezzo: L’Ombra di Mordor (Middle Earth: Shadow of Mordor in lingua originale) è il titolo che aspettavo da molti mesi e che sorprendentemente ho ottenuto prima di Gennaio, data inizialmente prevista per l’uscita nelle console di “vecchia” generazione.
Sapete che vi dico? Sarebbe stato meglio aspettare.

Prima di iniziare, una breve anticipazione per darvi un’idea di cosa descriverò: un gioco molto, forse troppo, simile ad Assassin’s Creed. Non parlo della serie in generale, ma del primo capitolo perchè, almeno per quanto riguarda la grafica, siamo tornati indietro di molti anni.

Detto questo, cominciamo con la storia.

Trama (senza spoiler)

Terza Era, subito dopo gli avvenimenti narrati ne “Lo Hobbit“.

Sauron è appena stato Continua a leggere

BioShock Infinite

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Come anticipato, ecco l’articolo dedicato al gioco che si è rapidamente insinuato tra i miei preferiti. Di certo, è il migliore a cui abbia giocato quest’anno.

Premetto subito che non ho provato ai capitoli precedenti, ma probabilmente me li farò prestare da un amico quando avrò un po’ di tempo a mia disposizione (Ottobre, dolce Ottobre); oppure comprerò un DLC… ahahahahahah!
Sul serio, non credo proprio. Non sono molto a favore dei DLC, soprattutto quando sono divisi in 2 parti da 15 euro l’una. Che ladrata! Dovevo aspettarmelo dalla 2K Games…

Come sempre, comincerò con un “riassunto” della trama (sempre con gli allarmi spoiler per chi non ha giocato) per poi dedicarmi alle caratteristiche del gioco e al mio parere personale; tipo un articolo vero, insomma. Tipo.

TRAMA

Il giocatore si ritrova subito all’interno della storia senza spiegazioni e lo stesso protagonista, Booker Dewitt, non capisce bene cosa stia succedendo. Ricordiamo solamente di avere una missione da compiere:

Portaci la ragazza, e annulla il debito.

E’ il 1912 e ci troviamo in una barca con un uomo e una donna che continuano a battibeccare in maniera molto curiosa e, a tratti, irritante. Ci stanno conducendo ad un faro, dove abbiamo un appuntamento. In realtà l’edificio è una sorta di stazione di lancio che ci trasporta, contro la nostra volontà, nella città volante di Columbia.

Questa è Continua a leggere