Londra o, meglio, la Città del Caos

Forse ormai l’ho ripetuto abbastanza volte da convincervene, ma meglio dirlo e ribadirlo: non mi piacciono i luoghi affollati, così come non mi piace la gente.

Questa premessa è importante per darvi fin da subito un’idea del mio stato d’animo quando, qualche settimana fa, mi sono ritrovato quasi all’improvviso (titolo di ricambio per il post) nel mezzo dell’uggiosa Londra.

Ma com’è possibile che io, un povero nerd da sottoscala, sia finito lassù nel freddo nord?

Ebbene, amici miei, come tutti i comuni mortali anche a me, ogni tanto, viene voglia di fare una vacanza. Di solito opto per i weekend in montagna o qualche giornata al mare ma, viste le circostanze avverse e il pericolo di trascorrere l’estate a casa come l’anno scorso, ho accettato la proposta di mia sorella e sono partito in breve per la Gran Bretagna.

Nei cinque giorni trascorsi con la rompipalle simpaticona ho avuto modo di consumare per benino le suole delle mie scarpe e di visitare il British Museum, il Museo di Storia Naturale, la National Gallery, il Museo della Scienza… accidenti, ho perso il conto di quanti ne ho passati!

Inoltre sono stato allo zoo e all’acquario, mi sono fatto un giretto nel Dungeon (dove invece di troll e falmer c’erano assassini e congiuratori) e ho riflettuto sulla fragilità della vita umana mentre il London Eye svolgeva il suo lento percorso circolare.

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Foto scattata in un (breve) momento di coraggio

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Hobbit, Play Station e Birra

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Ieri sono andato a vedere Lo Hobbit – La Battaglia delle Cinque Armate.

State calmi, non voglio spoilerarvi nulla che non sia già apparso nei trailer (o nel titolo).

Facciamo una premessa importante: il film è ispirato all’opera di Tolkien e non è un suo adattamento cinematografico, ok?
Questo per evitare di elencare la sfilza di personaggi inventati, aggiunti per allungare il film o anche solo per collegarlo al Signore degli Anelli.
Comprendo i sentimenti dei puristi e il loro dolore nello scoprire com’è stato buttato in un angolino il libro durante la preparazione della sceneggiatura, ma togliendo questo fatto possiamo goderci la visione del film senza (o quasi) ridicolaggini.

Ebbene, vi parlerò solo di due cose che mi sono rimaste molto impresse e che mi hanno tenuto in costante sovraeccitamento per tutti i 144 minuti del film più i titoli di coda: l’epicità e la nostalgia.

La pellicola porta con sé un’ondata di epicità a dir poco grandiosa attraverso le battaglie tanto attese e la scesa in campo di tante razze molto cazzute; inoltre sono presenti combattimenti tra personaggi quasi leggendari che, almeno io, non mi aspettavo e che mi sono gustato con la bava alla bocca.

Per quanto riguarda Continua a leggere