Gotta Thank You All!

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Siete tanti quanti i Pokémon della prima generazione! Non è fantastico?

Cosa? Non ho capito bene, ma credo di aver udito un “pika-pika!
Lo prendo come un sì e vi ringrazio 151 volte per aver scelto di far parte di Operazione Nerd!

Ho cominciato questa avventura poco più di un anno e mezzo fa, ma a differenza del mondo a cui sto facendo riferimento siete stati voi a scegliere me, simpatiche bestiole, e non il contrario.
Siete tanti e diversi, ma tutti accomunati da una caratteristica: in superficie o nel profondo, esposto davanti a tutti o ben celato, si nasconde un lato nerd più o meno allenato. Alcuni lo lasciano in un box per molto tempo, incappando in lui di tanto in tanto mentre cercano dell’altro, altri invece lo tengono sempre al proprio fianco e lo schierano in campo nelle più variopinte occasioni (un momento, ma ora siete pokémon o allenatori? Che casino…).

151 follower

Di per sé raggiungere 151 fan non è
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Wario Land 4

wario land 4

Non dimenticherò mai il fantastico giorno in cui ho ricevuto il Game Boy Advance ed il mio primo gioco: Wario Land 4. Era natale (o forse il mio compleanno? Non ricordo più…) e quella mattina, con l’emozione nel cuore, scartai il magico regalo che cambiò per sempre la mia vita. Non persi tempo e infilai subito le due batterie AA necessarie per far funzionare la console, inserii la cartuccia, accesi il GB e udii i suoni che di lì a poco sarebbero diventati un famigliare benvenuto verso mondi colorati e avvincenti.
Ero così eccitato che ignorai la colazione e il cartone che stavano dando in quel momento (era Batman) per riservare tutta la mia attenzione al grasso omino baffuto nello schermo, diretto verso una sfavillante piramide nella giungla.

Si era messo in moto qualcosa di straordinario: quel giorno cominciò un irreversibile processo di trasformazione che mi portò ad avvicinarmi sempre più ai videogames, un gioco dopo l’altro, fin quasi a farne parte. Oh, non ero ancora un nerd: come tanti altri bambini, amavo i cartoni animati, i fumetti e, da quel momento, anche i videogiochi; però è stato un piccolo grande passo verso la conquista della galassia di divertimento e fantasia che ora è il mio modo di vivere.

Insomma, tagliando corto con i sentimentalismi, per me Continua a leggere

E’ tempo di nerdare

E’ Domenica. Con la D maiuscola.

Il giorno che tra tutti odio di più. Non so se ha qualcosa a che fare con il Sabato del Villaggio di Leopardi, ma entro sera, una settimana ogni due, mi ritrovo sempre malinconico e totalmente privato della mia voglia di vivere.

Se dovessi descrivere la scena, eccola qui: un ameba ribaltato sul divano, al buio, con la televisione spenta e lo sguardo perso a guardare il soffitto, con una gamba arrampicata sullo schienale e l’altra distesa sino al bracciolo; il corpo c’è, ma la mente è scomparsa. Non è andata da un’altra parte, è proprio sparita nel nulla. Un dubbio incombe sulla mia testa come la spada di Damocle: “Cosa voglio? Cosa desidero fare, guardare o leggere? Voglio scrivere, giocare o dormire? Metterò su un film, una serie tv o farò zapping tra i canali? Cosa voglio?”

Lasciatemelo dire, uno spettacolo pietoso.

Per fortuna tutto passa nel giro di qualche ora o, nei casi estremi, una nottata di sonno. Però ancora non capisco come mai accada quasi sempre di Domenica…

 

Depressione a parte, è un periodo piuttosto duro per me. Tanto da studiare, troppo a dirla tutta. Questo però non mi impedisce di dedicarmi a qualcosa di divertente.

Ad esempio, guardate un pò cosa mi ha portato il buon postino

GBC

 

Oh, non tutto questo: il Game Boy Advance è un vecchio compagno di avventure. Però il resto invece è un pacchetto stupendo. L’ho vinto su Ebay dopo aver partecipato alla mia prima asta.

Inutile dire che Continua a leggere

Pokémon

Pokem

Pokèmon, ovvero dove tutto ebbe inizio.

Una vera rivoluzione all’interno delle console portatili ed un incredibile successo a livello commerciale, con tanto di serie animata, pupazzetti, action figures e molto altro.

Il padre dei Poket Monsters (Mostri Tascabili) è Satoshi Tajiri e la sua idea iniziale era quella di permettere ai ragazzini delle città di collezionare i mostriciattoli come si fa in Giappone con gli insetti ma, soprattutto, di farlo interagendo con altri giocatori. Infatti la cosa più innovativa del gioco è stata la necessità di più giocatori per poter finire il gioco in quanto catturare tutti i 151 Pokémon (l’obbiettivo) non è possibile con una sola cartuccia.

Eccoci dunque alla mia stupenda infanzia al parco con gli amici a tenere ben saldo il cavo durante lo scambio o la lotta per paura che si scolleghi sul più bello; cosa che, tra l’altro, accadeva spesso quando stavo vincendo. Strano eh?

Tornando al gioco, si trascina dietro anche uno dei più grandi problemi della storia dei player, il dubbio primordiale che ci portiamo dietro da anni… Continua a leggere