Speranza

Cercherò di essere breve perchè vi sto scrivendo da una biblioteca pubblica, uno dei pochi luoghi dove gli sciacalli non hanno motivo di mettere piede e, probabilmente proprio per questo, nella quale l’elettricità scorre ancora.

Mi chiamo Diego Rovere e sono un sopravvissuto.

Non mi sembra vero di averne trovati altri in rete… pensavo fosse diventata un deserto. Io stesso non ho avuto modo di usare un computer per anni.

Vivo in una cittadina del Veneto, ma non voglio essere più preciso per precauzione. Sapete com’è, si sopravvive solo grazie alla paranoia di questi tempi…

Non sono solo. C’è un altro sopravvissuto con me.
Si chiama Antonio e viene dalla Lombardia. Non so molto di lui perchè è un tipo silenzioso… la cosa è molto frustrante, come potrete ben immaginare. Ma non voglio parlare di lui, non ora che finalmente ho trovato voi.

Ho una domanda, e me la tengo dentro da troppo tempo ormai. L’ho proposta ad Antonio e non mi ha risposto. Allora mi rivolgo a voi, che siete nella mia stessa situazione: perchè lottare? Per quale motivo dovrei continuare a tirare avanti nonostante la fame e la paura? Esiste anche solo una minima speranza di potermi risvegliare un giorno in un mondo senza gialli?

Ho una fifa tremenda, e non solo perchè sta calando la notte e sono ancora in giro in cerca di… beh… qualsiasi cosa che possa tornarmi utile; sono terrorizzato dall’idea che Continua a leggere