In Viaggio Verso Ovest (9)

-Ce la siamo vista proprio brutta stanotte, eh?-

Elvin non rispose.

Era ancora sconvolto dallo scontro di qualche ora prima e il braccio aveva cominciato a fargli un gran male. Era avvolto ben stretto in un panno, in modo da fermare l’emorragia, ma nonostante questo si sentiva sempre più debole.

Jigol probabilmente se ne accorse perché poco dopo, quando giunsero al punto in cui il Fiume delle Foglie attraversava la Foresta Secolare, propose di fare una sosta.

I due si sedettero al margine del fiume ed Elvin approfittò dell’occasione per controllare la ferita. Slegò i lacci che stringevano il panno e scostò quest’ultimo con delicatezza, rivelando una serie di fori profondi i quali, immediatamente, ripresero a sanguinare lentamente.

-Non si rimargina… e non ha per niente un bell’aspetto.-

-Già… dobbiamo raggiungere al più presto un villaggio e cercare un medico. Per adesso sciacqua la ferita con l’acqua del fiume e stringi bene i lacci.-

Elvin fece come suggeritogli dall’amico. Non appena immerse l’avambraccio sinistro nelle gelide acque del fiume avvertì una fitta di dolore, ma questa si tramutò lentamente in sollievo e dunque rimase in quella posizione per qualche minuto, osservando l’incredibile numero di foglie che galleggiava sulla superficie dell’acqua e chiedendosi come fosse possibile in quella stagione.

Poi, quando si rese conto di non poter più resistere al freddo del fiume, ritrasse il braccio e notò con sorpresa che la ferita non sanguinava più.

Con l’aiuto di Jigol coprì nuovamente la ferita e si rimisero in cammino.

Oltrepassarono il vecchio ponte di pietra, entrando nella Provincia di Confine Saldo, e continuarono a seguire il sentiero.

Dopo qualche ora finalmente uscirono dalla foresta e, poco dopo l’ora di pranzo, raggiunsero Borgo Verde, un piccolo villaggio di contadini.

Elvin era ormai allo stremo e Continua a leggere

In Viaggio Verso Ovest (8)

Elvin vide un sinuoso manto rosso volteggiare nell’aria, leggero e silenzioso come un serpente nell’acqua.

Lo osservò meglio e notò che si trattava di una chioma purpurea; e non era una chioma qualunque, ma quella della bella ninfa del ruscello.

Lei era lì, davanti a lui, splendida come la Luna ma accecante come il Sole. La pelle candida come il latte sembrava brillare di luce propria, ma nonostante il dolore agli occhi non riusciva a staccare gli occhi da lei; e non intendeva farlo, perché altrimenti se ne sarebbe pentito amaramente da sveglio. Ogni secondo di quella stupenda visione valeva quanto un intero anno di feste e banchetti.

Sarebbe rimasto ad ammirarla tutta la notte, ma lei aveva altre intenzioni.

-Svegliati- disse con voce ammaliante, ma decisa -Devi svegliarti subito!-

Provò a protestare -Concedimi ancora qualche minuto, o regina dei sogni. Ti prego, solo qualche altro istante…-

-No. Devi svegliarti immediatamente. Fallo per me. Fallo ora!-

E, sebbene con il cuore pieno di dolore e le lacrime agli occhi, Elvin fece come gli era stato ordinato.

Si svegliò e aprì subito gli occhi, sperando di ritrovarsi nuovamente dinanzi alla meravigliosa ninfa dai rossi capelli, questa volta nel mondo reale; ma ciò che vide gli fece rizzare tutti i peli del corpo e gelare il sangue.

A pochi centimetri dal suo volto un Continua a leggere

In Viaggio Verso Ovest (7)

L’indomani i due avventurieri si svegliarono presto, decisi a raggiungere il Fiume delle Foglie entro il crepuscolo. Erano molto emozionati al pensiero di oltrepassarlo perchè al di là di esso si estendeva la Provincia di Confine Saldo, la più occidentale del Regno di Versindol, e ancora più ad Ovest le Lande dei Banditi, separate dal Regno solamente dalle Alte Mura, l’antica e possente barriera di pietra costruita numerosi secoli or sono per interrompere le continue incursioni dei briganti.

La loro vera avventura sarebbe iniziata al di fuori del regno, tra mille pericoli e innumerevoli insidie.

Pagarono per la stanza e ovviamente anche i danni causati la sera prima, scusandosi nuovamente con Rose.

-Smettetela di crucciarvi. Avete pagato e la questione è risolta. Piuttosto, se tornate da queste parti passate a trovarmi!- e detto questo ammiccò ai due giovani, facendo arrossire entrambi.

Così ripresero il viaggio, carichi di emozione ed energia.

Usciti da Biancarbone seguirono la Via Principale che conduceva ad Ovest, verso il ponte sul Fiume. La strada era piuttosto affollata, ma la maggior parte dei viaggiatori era diretta ad Est con carri carichi di merci da vendere o il borsellino pieno di monete tintinnanti, intenzionati a spenderne la maggior parte al mercato di Piazza Bassa.

Lungo il tragitto erano disseminate numerose locande e punti di sosta, ma Elvin e Jigol non le usarono; la strada da fare era molta e non avevano tempo da perdere. Fecero solo una breve pausa per pranzare sotto l’ombra di una quercia, poi ripresero a camminare con ancora la bocca piena di cibo.

Finalmente nel Continua a leggere

Internet Defense League

cat-big

Immaginate una città nelle mani di un’organizzazione che vi nega di dire ciò che volete o di fare quello che ritenete giusto.
Alcuni provano a denunciare questi fatti, ma con l’accusa di diffamazione vengono subito messi a tacere.
In quanto a voi, non potete protestare e neppure criticare perchè al primo tentativo verranno a bussare alla vostra porta le forze di polizia intimandovi di smetterla, pena una multa o… peggio.
Siete costretti ad ascoltare le balle raccontate dagli altoparlanti e a crederci e tutti i giorni dovete sorridere come se nulla fosse, anche se in realtà tutti indossano una maschera per paura di essere perseguitati.
E’ una distopia e voi non potete reagire.

Ora pensate ad internet: è una società dove ognuno dice la ciò che pensa senza timore delle ripercussioni. Ci si può esprimere liberamente e diffondere le proprie idee ed opinioni in maniera del tutto priva di restrizioni. Le informazioni viaggiano liberamente, comunicando agli utenti notizie e scoperte di ogni sorta, compresi gli scandali politici e le atrocità commesse in guerra.

Ora veniamo al dunque. Il web è Continua a leggere

In Viaggio Verso Ovest (2)

Bussò alla finestra di Jigol per la terza volta e finalmente apparve il suo viso assonnato. Gli occhi color nocciola erano cerchiati e arrossati, mentre i capelli scuri, incredibilmente arruffati, avevano preso la piega del cuscino.

Trattenendo uno sbadiglio, gli chiese con un misto di preoccupazione ed irritazione -Elvin, che ci fai già sveglio a quest’ora? Non è neppure l’alba-

E poi, attirato dal bagliore di un oggetto al suo fianco, aggiunse -Come mai hai con te l’ascia di tuo nonno?-

Il ragazzo ignorò le sue domande e proruppe con un -Vestiti e fai i bagagli. Partiamo!-

-Pa…partiamo? Adesso? Perchè? Cosa ti salta in mente?-

-Ricordi quante volte abbiamo immaginato di diventare degli avventurieri? Tutte quelle fantasie sull’abbandonare questa noiosa vita di campagna e viaggiare verso terre lontane e misteriose? Bene, quel giorno è arrivato! Dunque prepara le tue cose e…-

Jigol lo interruppe, sempre più confuso -Ma che stai dicendo? Hai battuto la testa? Guarda, se questo è uno scherzo questa volta giuro che ti prendo a pugni.-

-Non è uno scherzo! Non sono mai stato più serio in vita mia.-

-E allora spiegami perchè dovremmo partire così, su due piedi, in piena notte e senza un minimo di preavviso.-

Elvin esitò per un istante, poi cominciò -Guarda, lo so che quello che sto per dirti ti sembrerà assurdo, ma ti chiedo di ascoltarmi attentamente. Ci conosciamo da quand’eravamo bambini e sai che non racconto bugie. Non a te, almeno. Ebbene, poco fa una ninfa mi è apparsa in sogno. No, non dire nulla, lasciami finire. Mi ha raccontato di un regno in pericolo, molto distante da qui, verso Ovest, e ha detto che solo io posso salvarlo. Inoltre anche lei ha bisogno del mio aiuto; qualcuno la tiene imprigionata e vuole farle del male. Devo partire, capisci?-

-Come fai a essere tanto sicuro di quello che dici? Non puoi averlo solamente sognato?-

-Assolutamente no!- esclamò indignato, guardando l’amico come se lo avesse offeso -Pensi che non Continua a leggere

In Viaggio Verso Ovest (1)

Alla base di molte avventure vi è una principessa in pericolo. Una dolce, splendida fanciulla rapita da un bruto o segregata in una torre che necessita dell’ausilio di un prode cavaliere per ritrovare la libertà e disposta a ricompensare il suo salvatore con il proprio amore. Pur di compiere il suo destino, il baldo giovane scalerà montagne, attraverserà oceani, si addentrerà in grotte e simili anfratti ed affronterà temibili mostri di ogni sorta; perchè non teme la morte, sapendo che alla fine del suo viaggio incontrerà la bella principessa. Ma, ahimè, nella storia che mi accingo a narrarvi ad aspettare l’eroe, mi duole comunicarvelo, non vi è nessuna pulzella.

 

La luce intensa lo accecò per qualche istante. Riuscì con estrema fatica a socchiudere gli occhi e a cogliere qualche particolare di ciò che gli stava dinanzi: un enorme salice, un ruscello scintillante, un fascio di capelli rossi… furono questi ad attirare la sua attenzione. Lunghi e lisci capelli ramati, talmente belli da far sembrare i rubini comunissimi sassi.

Le lacrime lo costrinsero a richiudere nuovamente gli occhi e gli ci volle tutta la sua forza di volontà per riaprirli ancora nonostante il bruciore. E allora la vide: una splendida, meravigliosa ninfa dei boschi. La pelle era candida come la luna alle prime ore della notte, il viso costellato di piccole graziose lentiggini e gli occhi di un castano intenso e dolcissimo; il naso appuntito, pronunciato, e le labbra rosate e sottili, chiuse in un lieve sorriso. Invisibili vesti le cingevano il piccolo seno ed i fianchi sottili, mascherando con le loro pieghe i punti più sensuali ma ottenendo di contrasto l’effetto di evidenziarli. I piedi nudi erano immersi sino alle caviglie nell’acqua, la quale rifletteva il bel corpo della ragazza sdoppiandola in due simmetriche visioni.

Estasiato, provò a Continua a leggere