DC, Deadpool e Kennedy

 

Finalmente il weekend!

Scusate l’assenza, ma è stato un periodo stressante con la ripresa delle lezioni e tutto il resto (corsi elettivi, lezioni extra…); per non parlare poi dei problemi di linea che mi hanno impedito di collegarmi!

Per farla breve, la Tim si è bruciata qualche mese del mio contratto e adesso sto meditando una vendetta sadica ed elaborata.

Comunque ho risolto, anche se poi ci si è messo Windows che con il suo nuovo sistema operativo scarica gli aggiornamenti in automatico… roba che mi esaurisce tutti i Gb mensili!

Ecco, avete capito, sono un po’ nervoso.

La settimana è finita, ma anche la prossima sarà dura; per fortuna ho trovato un porto dove attraccare quando la tempesta si farà più intensa.

Sto parlando di una fumetteria, ovviamente.

A Verona-city ce ne sono una manciata sparse per la mappa, ma una in particolare mi ha conquistato: si chiama Games Academy e a quanto ho capito fa parte di una catena di negozi. Il commesso è un tipo simpatico e il posticino è molto interessante, dal momento che organizzano serate di giochi da tavolo, tornei di magic e molto altro ancora.

Ho adocchiato qualche action figure, delle t-shirt e altri gadget rubadenaro, ma la cosa migliore della settimana è un titolo che mi ha consigliato il negoziante stesso quando gli ho chiesto fumetti della DC basati su Batman o Superman, in quanto volevo provare questo universo; siete curiosi, eh? Ma dovrete attendere qualche riga, perché manca la premessa.

Circa un mesetto fa ho letto questo articolo di The Butcher e mi è salita la voglia di sperimentare una serie nuova sul famoso bravo ragazzo, letta in questo caso in chiave totalmente diversa, moderna (e apparentemente molto meno noiosa).

Non ho mai avuto il tempo di fare un salto alla mia fumetteria di fiducia, ma avendone trovata una nuova qui nella città dove studio ho deciso di tentare; purtroppo non Continua a leggere

Tributo alle Rosse

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Le rosse.
 Serve dire altro? Io non credo.
 Però lo farò comunque.

Ciao, mi chiamo Pakap e sono fissato con le rosse.

Ciao Pakap!

Lo so che vi aspettavate da molto tempo un articolo dedicato alle redhead; io stesso mi stupisco di averci messo così tanto a decidere di scriverlo!

 

La prima volta che ho accennato a questa mia passione è stato in questo post, nel quale svelavo che ad ispirarmi a scrivere In Viaggio Verso Ovest è stata una musa dai capelli ramati; sempre di lei ho parlato in quest’altro post, se vi interessa. (lo so, troppi link interni al blog mettono l’ansia, quindi non ne aggiungerò altri)

Sul suo conto non dirò niente altro, oggi, ma forse in un’altra occasione…

Torniamo all’argomento principale.

Prima di tutto è necessaria una piccola spiegazione scientifica, introdotta dall’esimio collaboratore del signor White, il quale purtroppo non ha avuto modo di partecipare a questa discussione per problemi di salute: Mr. Pinkman!

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Chi o cosa sono le redhead?

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In Viaggio Verso Ovest (13)

-Ehi, mocciosi! Chi vi ha detto di intromettervi? Me la stavo cavando benissimo anche senza di…- ma poi li riconobbe e disse -Per la barba di mio padre! Siete i due giovani scalmanati di Biancarbone! Cosa ci fate qui?- e aggiunse in tono minaccioso -Mi state forse pedinando?-

La folla, che stava quasi per andarsene dal momento che la rissa era finita, tornò invece a radunarsi attorno a loro speranzosa di assistere ad un altro scontro e qualcuno, con entusiasmo, lo incitò -Forza, dacci dentro!-

Jigol si giustificò subito -Ma certo che no, mastro nano, non oseremmo mai! Siamo stupiti quanto lei di questa curiosa coincidenza e se siamo intervenuti è solo perchè pensavamo che fosse uno scontro impari…-

-Uno scontro impari, dici? Ah! Io posso affrontare decine di questi buoni a nulla quando voglio, anche ad occhi chiusi! In ogni caso, grazie per l’aiuto, è stato un gesto altruista il vostro e, in effetti, dopo il modo in cui vi ho trattati l’altra volta questo mi stupisce. Vi devo delle scuse, ragazzi. Mi ero sbagliato sul vostro conto.-

Le persone riunite attorno persero interesse e tornarono ai propri affari, mentre Elvin e Jigol si avvicinavano a Dworin per incrociare con lui il lato interno dell’avambraccio destro in segno di pace ed alleanza.

-Ora, se non vi dispiace, è meglio se me ne vado. Stanno per arrivare le guardie e non ho voglia di trascorrere la nottata dando loro spiegazioni sul come e il perchè ho dato una lezione a quei ladruncoli. Mi aspetta l’ennesima giornataccia alla ricerca di un permesso d’uscita e devo essere fresco e riposato… per non prendere a pugni “chi di dovere”!-

Elvin approfittò dell’occasione e Continua a leggere

In Viaggio Verso Ovest (12)

Purtroppo per i due avventurieri, il loro piano non funzionò: l’incaricato all’ufficio culturale non concesse loro un documento definitivo, bensì un altro modulo da portare ad un altro ufficio, questa volta quello degli apprendisti, dove un altro incaricato li mandò invece all’ufficio della forza lavoro e qui, accortosi che nulla avevano a che fare con tale settore, di nuovo indietro a quello culturale per ricominciare d’accapo; il tutto ripetendo ogni volta nome, cognome, provenienza e motivazione del viaggio oltre ad altre informazioni più o meno utili.

Al che i due ragazzi si arresero e, sedutisi ad un lato del viale, al riparo da spintoni e manate, rimasero in silenzio esausti e sconsolati per un po’ di tempo, finchè Elvin non aprì bocca.

-E’ impossibile. Rimarremo qui per sempre, ne sono certo.-

-Ma che vai blaterando? Alla fine ci lasceranno andare. Solo che prima di quel giorno saremo impazziti e ci servirà a ben poco varcare il Cancello.-

-Il Sole ormai è scomparso da un pezzo, coperto dalle Alte Mura. Sono certo che ormai è il tramonto. Io non resisto un altro giorno qui, Jigol! Non voglio fare di nuovo tutto questo giro domani, e dopodomani, e dopodomani ancora…-

-Neppure io. Ma non abbiamo altre soluzioni, purtroppo…- si interruppe di colpo. Elvin lo guardò e vide che il suo viso era contorto in una smorfia assurda, un miscuglio di gioia e disperazione.

-Che hai? Stai bene?-

-Sì. Anzi, no! O meglio, sì!-

-Mi sto preoccupando…-

-Elvin, siamo due imbecilli! Anzi, ti dirò di più: siamo i più grossi imbecilli di questo lato del mondo!-

-Perché dici questo? Ti è venuta qualche intuizione?-

-Una specie. E quando Continua a leggere

In Viaggio Verso Ovest (11)

-Ho chiesto qual è il vostro nome-

Il militare, di media statura, indossava un’armatura leggera tinta di blu e di giallo, i colori della bandiera del Regno di Versindol. Portava una spada al fianco sinistro ma nessun elmo a coprirgli i corti capelli neri. Il naso era storto, gli occhi scuri e la bocca sporgente.

Con tono impaziente, chiese di nuovo –Allora? I vostri nomi?-

Jigol presentò entrambi il più velocemente possibile per non innervosire ulteriormente la guardia –Io sono Jigol Jiliata, figlio di Jerold, mentre lui è Elvin Evelond, figlio di Eliot.-

L’uomo scrisse i loro nomi su un foglio di carta con grafia frettolosa e poi domandò –Da dove provenite?-

Questa volta fu Elvin a parlare –Siamo di Borgo Mite.-

Senza nemmeno sollevare gli occhi, la guardia continuò a scrivere e chiese loro –E quali affari vi portano oltre i confini del Regno?-

Jigol avvertì un imbarazzo crescente, non sapendo cosa rispondere, ma l’amico pronunciò senza timore le parole che sperava non avrebbe detto –L’avventura!-

Il militare smise di scrivere e li fissò sorpreso. Anche un suo collega si mise a fissarli incuriosito.

-L’avventura, eh?- ripeté –Gran Continua a leggere